di Antonio Vito Rondinone
È stata una serata all’insegna della cultura, della tradizione, della musica e dell’incontro tra popoli quella vissuta il 13 agosto 2026 a Pisticci, protagonista di un doppio appuntamento che ha regalato al pubblico emozioni e partecipazione: il ritorno del Festival Internazionale del Folklore e la rinascita del Premio Dirupo d’Oro.
La manifestazione si è aperta con l’energia dell’A.S.D. Taccomatto, diretta dalla maestra Giusy Panetta, che ha dato il via alla serata con una coinvolgente esibizione. Alla scuola di ballo è stato consegnato uno speciale riconoscimento, a testimonianza del ruolo svolto nella promozione della danza e nella trasmissione dei valori legati alla cultura e alle tradizioni.
A condurre il Festival è stato il presentatore e giornalista Antonio Vito Rondinone, che ha accompagnato il pubblico attraverso le diverse fasi della manifestazione. Nel corso della serata, Rondinone ha sottolineato il significato di un appuntamento capace di portare a Pisticci culture e sonorità provenienti da diversi continenti, ricordando come il folklore rappresenti non soltanto spettacolo, ma anche memoria, identità, orgoglio e uno straordinario strumento di conoscenza e dialogo tra i popoli.
Grande emozione anche per il corteo internazionale, partito alle 19:30 da Piazzale Cristo Re, con i gruppi in abito tradizionale, le bandiere e i ritmi delle diverse nazioni. Sul palco sono quindi salite le rappresentanze dei gruppi partecipanti per intonare insieme l’Inno Internazionale dei Gruppi Folk, dando ufficialmente il via al viaggio musicale e culturale della serata.
Sono stati sei i gruppi protagonisti, in rappresentanza di cinque nazioni, con un programma che ha portato sul palco tradizioni provenienti dall’Italia, dagli Stati Uniti, dalla Georgia, dal Perù e dal Brasile.
Il primo gruppo a esibirsi è stato quello del Perù, il CIDAN Mi Perú – Centro de Investigación y Difusión de Arte Nativo Mi Perú, compagnia culturale e di danza fondata a Lima nel 1985 da Anita Zapata Flores. Il gruppo si dedica al recupero e alla divulgazione delle tradizioni ancestrali delle regioni della Costa, della Sierra e della Selva peruviana, attraverso musicisti e ballerini appartenenti a diversi gruppi etnici della popolazione del Paese.
A seguire è stata la volta della Georgia, rappresentata dall’Erisa Folk Dance Ensemble, compagnia fondata nel 2011 a Kutaisi e guidata dal pluripremiato coreografo Paata Karkashadze. Il gruppo ha portato sul palco la spettacolarità delle danze georgiane, caratterizzate da eleganti costumi tradizionali, intensità espressiva e coreografie di grande impatto.
Il viaggio è poi proseguito con il Gruppo di Viggiano, Lu Chiriricchì, rappresentante della tradizione italiana e lucana, prima di lasciare spazio all’Idaho Rocky Mountain Express, proveniente da Burley, Idaho, Stati Uniti. Il gruppo americano ha proposto un repertorio di danze folk originarie o sviluppatesi negli Stati Uniti, accompagnate da costumi colorati e da una forte componente spettacolare.
Particolarmente atteso anche il momento dedicato al gruppo locale, il Gruppo Folk “La Pacchianella – M. D’Addurno” di Pisticci, promotore della manifestazione e rappresentante della tradizione popolare della città. La sua presenza ha rafforzato il legame tra il Festival e le radici culturali del territorio.
A chiudere il grande viaggio internazionale è stato il Brasile, con il BACNARÉ – Balé da Cultura Negra do Recife, nato nel 1985 sotto la guida della professoressa, ricercatrice e coreografa Ubiracy Ferreira. Una formazione che attraverso la danza promuove la ricerca e la conoscenza delle proprie radici culturali, valorizzando la ricchezza derivante dall’incontro delle componenti indigena, nera e bianca della cultura brasiliana. Il gruppo brasiliano ha coinvolto il pubblico numerosissimo in piazza, trasformandosi in un contesto di ballo per tutti.
A tutti i gruppi internazionali sono state consegnate pergamene e doni, come segno di gratitudine e di amicizia per la partecipazione alla manifestazione.
A tre componenti de La Pacchianella sono stati consegnati riconoscimenti importanti, a Silvio D’Addurno fotografo ufficiale, a Rocco Petracca il più anziano del gruppo e al neo presidente Mario Petracca, persona instancabile, che tanto si è impegnato per l’ottima riuscita del Festival.
All’interno della serata del Festival si è inserito anche il ritorno del Premio Dirupo d’Oro, promosso dalla Pro Loco Pisticci e giunto alla sua 24ª edizione, dopo ben dieci anni di standby.
Il ritorno del premio ha rappresentato uno dei momenti più significativi della serata, riportando al centro dell’attenzione persone e professionalità legate alla crescita, alla promozione e alla valorizzazione della comunità pisticcese.
I quattro riconoscimenti del Dirupo d’Oro sono stati assegnati a Maria Teresa Bilotta, ricercatrice; Loris Gentile, imprenditore; Carmine Laguardia, imprenditore; e Giuseppe Mazzei, giornalista.
Ai premiati è stato consegnato un vaso artistico di particolare pregio, ispirato al celebre Pittore di Pisticci e realizzato appositamente per l’occasione dall’artista Francesca Fittipaldi. L’opera ha rappresentato un riconoscimento dal forte valore simbolico, capace di unire la contemporaneità del premio alla memoria storica e artistica della città.
La serata del Dirupo d’Oro è stata condotta dalla professoressa Mirella Troiano, che ha accompagnato il pubblico nel momento dedicato ai quattro premiati e alla valorizzazione delle loro professionalità.
Le istituzioni e il valore del Festival
Nel corso della manifestazione non sono mancati gli interventi istituzionali. Sul palco sono stati invitati il sindaco Domenico Albano, particolarmente soddisfatto per il successo della serata, la consigliera regionale Viviana Verri, componente dell’Ufficio di Presidenza, il vicesindaco Giuseppe Miolla, l’assessore Rocco Negro, che hanno premiato le eccellenze della serata, la consigliera provinciale di Matera Maria Teresa Camardella e Luigi Cerruti, direttore generale di FederComTur Est Europa e responsabile della valorizzazione del Made in Italy.
Proprio a Cerruti è stato chiesto di approfondire il ruolo che manifestazioni come il Festival Internazionale del Folklore possono avere nella valorizzazione del territorio, del turismo e del Made in Italy, favorendo nuove occasioni di conoscenza, collaborazione e scambio a livello internazionale.
Il Festival ha infatti confermato la propria vocazione non soltanto artistica, ma anche culturale e territoriale: portare a Pisticci gruppi provenienti da diverse parti del mondo significa creare occasioni di incontro e, allo stesso tempo, promuovere l’immagine della città e dell’intero territorio.
Una grande festa di musica, tradizione e amicizia
Il successo dei due eventi ha dato vita a una serata speciale, capace di unire le radici della tradizione locale alla dimensione internazionale del folklore.
Pisticci ha mostrato ancora una volta la propria vocazione culturale, diventando per una sera un autentico palcoscenico internazionale. Dalle danze del Perù ai ritmi della Georgia, dalle tradizioni statunitensi a quelle brasiliane, passando per Viggiano e per la stessa Pisticci, il pubblico ha potuto compiere un vero e proprio viaggio attraverso culture diverse, accomunate dal linguaggio universale della musica e della danza.
Un messaggio ribadito anche nei saluti finali, quando sono stati ringraziati tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione: le autorità civili e militari, l’Amministrazione comunale, le forze dell’ordine, la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i volontari e tutti gli operatori coinvolti. Un ringraziamento particolare al service audioluci e a tutti i tecnici di Sound Planet Music di Antonio Viggiani, imprenditore pisticcese.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Antonio Poe per aver realizzato la bellissima scenografia del palco e anche ai partner ufficiali del Festival Internazionale del Folklore 2026: Porto degli Argonauti, Supermercati Despar, Asofruit Italia, Fecip Store, Essenza Lucano, Ecowash, Centro Analisi Chimiche, Giannone Group, ACF Group, Dalmar Opere Generali e Teknoservice. Il loro sostegno, è stato sottolineato durante la serata, ha rappresentato non soltanto un contributo economico, ma anche un concreto voto di fiducia nei confronti di una manifestazione che punta a unire popoli, culture e tradizioni diverse attraverso il linguaggio universale della musica e della danza.
Il 13 agosto 2026 resterà dunque una data importante per Pisticci: il folklore internazionale è tornato protagonista e, dopo dieci anni di attesa, anche il Dirupo d’Oro ha riacceso i riflettori sulla storia, sulle eccellenze e sulle energie della comunità pisticcese.
Una doppia rinascita che guarda al futuro, senza dimenticare le proprie radici, e che consegna alla città una serata all’insegna della cultura, dell’identità, dell’amicizia e dell’incontro tra i popoli.
I video della serata






































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