“Partita con mamma e papà”, Silletti: il carcere cambia volto

Condividi subito la notizia

La Garante regionale detenuti commenta l’iniziativa che ha visto la partecipazione delle Case Circondariali di Matera e Potenza. “Giornate in cui le sbarre sembrano arretrare per lasciare spazio ai sorrisi e agli abbracci”

“Si è svolta oggi presso la Casa Circondariale di Matera la “Partita con mamma e papà” alla quale hanno preso parte 25 genitori detenuti e i loro 30 figli. Bambini, genitori detenuti e familiari hanno potuto vivere un momento diverso dal solito con sorrisi, passaggi, gol e abbracci che raccontano e rinforzano il senso delle relazioni familiari e l’importanza di proteggerle anche nei contesti più difficili. Il successo del progetto italiano si è esteso anche in Europa sempre coinvolgendo i fondamentali attori istituzionali sia locali sia nazionali, dall’Amministrazione Penitenziari ai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza”. Lo dichiara Tiziana Silletti, Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani, evidenziando che “Ci sono giornate in cui il carcere cambia volto. Giornate in cui le sbarre sembrano arretrare per lasciare spazio ai sorrisi, agli abbracci e alla gioia di un bambino che corre incontro al proprio genitore”.

“La partecipazione delle Case Circondariali di Matera e Potenza alla decima edizione della ‘Partita con mamma e papà’ – afferma Silletti – rappresenta uno dei momenti più belli e significativi dell’anno penitenziario. Non si tratta soltanto di una partita di calcio, ma della possibilità di restituire, anche solo per qualche ora, normalità a relazioni che la detenzione mette duramente alla prova. Vedere un padre o una madre giocare, sorridere e condividere un momento di felicità con il proprio figlio significa ricordare che dietro ogni storia detentiva esistono affetti, legami e responsabilità che meritano di essere custoditi. Per un bambino, poter stringere la mano del proprio genitore, passargli un pallone o festeggiare insieme un gol è un ricordo che può valere molto più di mille parole. La genitorialità non si interrompe con una condanna. Anzi, è proprio nei luoghi della privazione della libertà che il legame familiare deve essere protetto con maggiore forza, perché rappresenta una risorsa fondamentale per il benessere dei figli e per il percorso di crescita e reinserimento delle persone detenute. Ogni bambino ha diritto a sentirsi amato, ascoltato e riconosciuto. Nessun figlio deve portare sulle proprie spalle il peso della condizione detentiva di un genitore. Per questo iniziative come la ‘Partita con mamma e papà’ assumono un valore straordinario: ci ricordano che la pena non può cancellare gli affetti e che l’umanità deve trovare spazio anche dentro le mura di un carcere”.

“Ringrazio le Direzioni degli istituti di Matera e Potenza, il personale dell’Amministrazione Penitenziaria, gli operatori, i volontari e Bambinisenzasbarre – sottolinea Silletti – per aver reso possibile questa esperienza di straordinaria intensità umana. Perché ogni volta che un figlio può abbracciare il proprio padre o la propria madre, vince qualcosa che va oltre una partita: vince la speranza, vince la famiglia, vince il futuro. La prossima settimana, il 22 giugno alle ore 10, si gioca un’altra “Partita” sempre in Basilicata, nella Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza. La Partita con mamma e papà”, che nel 2026 arriva alla decima edizione, è un progetto ideato e promosso da Bambinisenzasbarre ETS nell’ambito della campagna europea di sensibilizzazione ‘Non un mio crimine ma una mia condanna’”.

La “Partita con mamma e papà”, realizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, trasforma per un giorno gli istituti penitenziari in luoghi di incontro, gioco e relazione tra genitori detenuti e figli. L’iniziativa, nata nel 2015, è diventata negli anni uno degli strumenti più significativi sviluppati da Bambinisenzasbarre per promuovere il diritto dei bambini alla continuità della relazione con i propri genitori, sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e richiamato dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”. L’edizione 2026 si inserisce inoltre nel più ampio progetto europeo “Game with Mum and Dad”, promosso dalla rete europea COPE – Children of Prisoners Europe e realizzato sul modello sviluppato in Italia da Bambinisenzasbarre. Dopo il successo delle precedenti edizioni europee, che hanno coinvolto numerosi Paesi e istituti penitenziari europei, anche quest’anno il progetto intende promuovere una cultura penitenziaria più attenta ai diritti dei bambini con genitori detenuti. La “Partita con mamma e papà” gode del patrocinio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e del sostegno di Poste Italiane e Fondazione Cariplo.

Views: 0

Condividi subito la notizia