La Regione Basilicata, in tema di energia, continua con i suoi giochetti burocratici che poi di fatto rischiano di favorire le società private, sia quando sono società che si occupano di fossile e sia quando sono società private che installano mega impianti per produrre energia rinnovabile.
Lo schema è sempre lo stesso: quando le ragioni di chi contesta sono inoppugnabili, l’ente governativo locale elude la VIA, la Valutazione di impatto ambientale e autorizza ciò che la Conferenza di servizi probabilmente boccerebbe.
Un escamotage burocratico che by passa interessi e volontà locali.
Roba da terzo mondo amministrativo.
Da queste parti, in Basilicata, purtroppo, da sempre le ragioni delle società di capitali prevalgono su quelle delle comunità locali e dei loro sindaci o delle associazioni che si muovono per la tutela del territorio.
Come sta accadendo alla comunità di Vietri di Potenza che si sta opponendo a un ennesimo mega impianto eolico nel territorio di Vietri e di Savoia di Lucania da 30 MW, con aerogeneratori di circa 180 metri di altezza.
Per capirci: se installi queste pale eoliche sulla spiaggia di Metaponto, sullo Jonio, sono più alte dello stesso comune di Bernalda, che si ferma a 127 metri di altitudine, rispetto al livello del mare.
Paradossale l’impatto visivo che si determina, ma proviamo anche a immaginare l’impatto in decibel per l’assordante rumore che genereranno le eliche che falciano l’aria.
Ce le vorreste queste pale a casa vostra?
Un mega impianto che ha titoli autorizzativi rilasciati tra il 2014 e il 2016, che però non tengono conto che in questi 10 anni sono cambiate sia le condizioni dell’area in questione – che ora è confinante con l’istituzione di aree SIC e ZSC contemplate nella rete Natura 2000 -, e, soprattutto, sono cambiate le condizioni e le convinzione politiche dei cittadini del territorio e dei sindaci che lo amministrano.
In una Regione come la Basilicata che non ha bisogno di altra energia, soprattutto di energia che più che produrre corrente elettrica utile, produrrà incentivi ai proprietari di questo ennesimo mega impianto eolico.
La Basilicata, per capirci ha già il 25% delle pale eoliche di tutta Italia, e – incomprensibilmente – produce appena il 13% di energia reale, a dimostrazione che, in questa bella terra di periferia geografica, politica, economica e sociale, con il vento e il sole, si pratica sperpero, se non speculazione, più che innovazioni energetiche.
Il Movimento 5 Stelle, che è nato sulla possibilità che l’energia rinnovabile sia lo strumento per una nuova e straordinaria rivoluzione industriale, che per la prima volta potrebbe favorire direttamente famiglie e piccole e medie imprese, rendendole autosufficienti dal punto di vista energetico, da tempo è impegnato a denunciare queste strumentalizzazioni in atto contro la possibilità che una verticalizzazione della produzione di energia rinnovabile, sul modello di quello che accade con gli impianti fossili, anziché favorire le comunità locali, aumenti i bilanci delle multinazionali o di prestanomi di stakeholder, senza favorire l’autosufficienza energetica, l’abbattimento sostanziale dei costi energetici e un mercato più vicino agli interessi locali e non globali.
Che sono i motivi per cui nasce la tecnologia per convertire sole e vento alle esigenze di famiglie e imprese.
E questo che sta accadendo in Basilicata ci convince sempre di più che va fatta anche un’altra strutturale battaglia: quella che tolga al Gse, cioè allo Stato italiano, la possibilità di comprare con i fondi degli oneri di sistema in bolletta energetica, l’energia prodotta da questi mega impianti.Perché si configura ampiamente la condizione di un non consentito “aiuto di Stato” a pochi gruppi imprenditoriali di potere finanziario, che senza l’intervento del Gse, butterebbero a mare la maggior parte dell’energia prodotta.
Mentre così, a mare, la butta il Gse.
Ci vuole una riforma che destini i fondi degli oneri di sistema degli italiani all’accumulo dell’energia rinnovabile prodotta e non a pagare l’energia per transitarla sulla rete Terna.
Senza accumulo, quella rinnovabile è energia INUTILIZZABILE per la maggior parte delle imprese italiane e parzialmente utilizzabile dalle famiglie.
Per questo motivo, la battaglia sociale e politica che sta facendo il sindaco di Vietri, Christian Giordano, che è anche presidente della Provincia di Potenza, per conto e nel nome dei suoi cittadini, contro questi impattanti e inutili aerogeneratori, è anche la mia battaglia di parlamentare del Movimento 5 Stelle.
Arnaldo Lomuti
Deputato M5S
Segretario, Commissione Difesa
Segretario della Delegazione italiana al Consiglio d’Europa
Camera dei Deputati
Roma
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