BARI – Oprol Basilicata ha partecipato oggi alla manifestazione e al flash mob organizzati a Bari dalle organizzazioni dei produttori e dal mondo agricolo per riportare al centro dell’attenzione nazionale la grave crisi che sta investendo il comparto olivicolo e oleario italiano.
Una mobilitazione che ha visto la presenza di produttori, frantoiani e operatori del settore provenienti da diverse regioni del Mezzogiorno per chiedere interventi urgenti a sostegno di una filiera strategica per l’economia agricola nazionale e lucana.
«Siamo scesi in piazza per dare voce alla nostra agricoltura, un pilastro fondamentale della nostra economia, della nostra identità e della tutela del territorio» dichiara il presidente di Oprol Basilicata, Paolo Colonna. «Di fronte alla gravissima crisi del mercato olivicolo, i produttori lucani non possono essere lasciati soli. Difendere l’olivicoltura significa difendere il lavoro di migliaia di famiglie, l’economia delle aree rurali e il patrimonio rappresentato dai nostri uliveti, molti dei quali secolari».
Secondo Oprol Basilicata il settore sta vivendo una fase particolarmente difficile, caratterizzata da una forte incertezza sui mercati e da una crescente pressione sui redditi delle aziende agricole.
«Siamo di fronte a una situazione senza precedenti – sottolinea Colonna –. L’assenza di certezze sulle quotazioni dell’olio extravergine di oliva e la contrazione della domanda di prodotto italiano stanno determinando conseguenze pesantissime. Da mesi registriamo giacenze sostanzialmente invariate nei magazzini mentre cresce la commercializzazione di oli comunitari ed extracomunitari».
Tra le principali criticità denunciate dagli olivicoltori vi sono l’aumento dei costi di produzione, che rende sempre più difficile garantire la sostenibilità economica delle aziende, la concorrenza di prodotti provenienti dall’estero che non sempre rispettano gli stessi standard qualitativi, sanitari e ambientali richiesti alle imprese italiane, e la necessità di affrontare con strumenti adeguati le emergenze climatiche e la gestione delle risorse idriche.
Per il presidente di Oprol Basilicata i dati di mercato mostrano segnali preoccupanti.
«Assistiamo a una riduzione dell’utilizzo di olio extravergine italiano sulle tavole degli italiani e, parallelamente, a una crescita dei consumi di oli di provenienza estera. Il calo del potere d’acquisto delle famiglie e la pressione esercitata dai prezzi stanno orientando molti consumatori verso prodotti meno costosi. Allo stesso tempo, la grande distribuzione e parte del comparto della ristorazione ricorrono sempre più spesso a oli non italiani per contenere i costi».
Da qui la richiesta di misure immediate e di una strategia strutturale per il settore.
«Servono controlli rigorosi lungo tutta la filiera, il blocco delle commistioni con oli extra-Ue nei depositi doganali e strumenti di sostegno finanziario per lo stoccaggio e per i frantoi. È necessario inoltre costruire accordi di filiera trasparenti e distinguere chiaramente l’olivicoltura produttiva da quella di presidio territoriale, che svolge una funzione essenziale soprattutto nelle aree interne e collinari della Basilicata».
Oprol guarda anche alle future politiche agricole europee.
«La nuova Politica Agricola Comune dopo il 2027 dovrà sostenere concretamente chi produce lavoro, reddito e valore aggiunto nei territori. Occorrono risorse reali per l’intera filiera e non soltanto procedure burocratiche. Tracciabilità, origine certificata e qualità restano elementi fondamentali, ma oggi non bastano più se non vengono accompagnati da politiche efficaci di tutela del reddito agricolo».
Per Colonna la difesa dell’agricoltura riguarda l’intera comunità.
«L’agricoltura non è soltanto produzione. È tutela del paesaggio, presidio del territorio, sicurezza alimentare e salvaguardia delle nostre tradizioni. Difendere l’agricoltura significa difendere le radici e il futuro della Basilicata e dell’Italia. Per questo invitiamo agricoltori, frantoiani,


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