L’ENNESIMA FARSA CONSUMATA A DANNO DELLA DIGNITÀ DEI CITTADINI DI PISTICCI SCALO?

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L’Amministrazione comunale di Pisticci ha convocato per oggi, alle ore 17:30, presso la Mediateca di Pisticci Scalo, un incontro con l’ARPAB, che, per quanto è dato sapere, sarà rappresentata dal Direttore Generale, dott. Donato Ramunno.

L’iniziativa viene presentata come un momento di confronto sul problema dei miasmi che, da oltre vent’anni, tormentano i residenti di Pisticci Scalo e, in particolare, del quartiere residenziale ex ANIC.

La domanda che, pertanto, nasce spontanea è: qual è il reale significato di questa convocazione?

Siamo davvero di fronte alla volontà di affrontare un problema ambientale che mortifica da decenni la qualità della vita dei cittadini oppure assistiamo all’ennesima rappresentazione di una politica che, a pochi mesi dalle elezioni comunali, cerca semplicemente di costruirsi una verginità ambientale?

Perché è difficile credere che una semplice riunione possa cancellare venticinque anni di inerzia amministrativa.

I cittadini ricordano bene quando il depuratore dell’area industriale della Val Basento venne destinato prioritariamente al trattamento delle acque di strato provenienti dalle attività estrattive petrolifere. Da allora i problemi ambientali non sono mai stati affrontati con quella determinazione che una situazione tanto delicata avrebbe richiesto.

Se davvero il Comune intende fare chiarezza, allora dovrebbe innanzitutto rispondere ad alcune domande.

Ha mai realizzato un censimento completo delle aziende operanti nell’area industriale di Pisticci Scalo?

Conosce con precisione le attività svolte nei diversi comparti industriali?

Ha mai verificato quali sostanze vengono immesse in atmosfera, quali vengono scaricate nella rete fognaria e quali, eventualmente, finiscono direttamente sul suolo?

Perché senza questa mappatura qualsiasi discussione rischia di ridursi a una semplice esercitazione retorica.

E ancora.

Come intende affrontare il gravissimo problema dello scarico dei liquami provenienti sia dal comparto industriale sia dal villaggio ex ANIC, che finiscono direttamente nel fiume Basento senza un adeguato trattamento?

È stato escluso, con dati scientifici e verificabili, che anche da quella situazione possano originarsi i miasmi che da anni esasperano i residenti?

Quali elementi oggettivi possiede il Comune per affermare il contrario?

Perché prima di indicare possibili responsabilità altrui, occorre avere il coraggio di verificare ciò che ricade sotto la propria diretta competenza.

Vale il monito evangelico: è difficile pretendere di vedere la pagliuzza nell’occhio del prossimo quando non ci si accorge della trave che si porta nel proprio.

I cittadini di Pisticci Scalo sono stanchi delle passerelle istituzionali, delle riunioni convocate per produrre fotografie e comunicati stampa, delle promesse che puntualmente svaniscono il giorno dopo.

Non servono incontri celebrativi.

Servono indagini serie, controlli sistematici, monitoraggi continui, trasparenza assoluta sui dati ambientali e, soprattutto, la volontà politica di individuare le responsabilità, qualunque esse siano.

La tutela della salute pubblica non può trasformarsi nell’ennesimo strumento di propaganda elettorale.

Dopo oltre vent’anni di disagi, i cittadini meritano rispetto, verità e soluzioni concrete.

Tutto il resto rischia di apparire come l’ennesima farsa consumata sulla pelle di una comunità che continua ad essere trattata come un serbatoio di voti anziché come una collettività di persone che hanno diritto a vivere in un ambiente sano.

E di questo modo di amministrare, francamente, Pisticci Scalo non ne può più.

Francesco Di Benedetto

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