Confcommercio guarda con attenzione all’ipotesi di un intervento del Governo sulla retribuzione “giusta ed equa”, che potrebbe essere attuato nei prossimi giorni, simbolicamente in occasione della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio. Il provvedimento darebbe attuazione alla legge delega approvata dal Parlamento a fine settembre, con scadenza fissata al 18 aprile, e punta a individuare nei contratti collettivi nazionali più applicati il riferimento per garantire un trattamento economico minimo adeguato, superando così la proposta di salario minimo avanzata dall’opposizione. Sul tema, Confcommercio – attraverso il vicepresidente Mauro Lusetti – ha già espresso perplessità sul metodo, ribadendo la necessità di un coinvolgimento preventivo delle parti sociali nella definizione del provvedimento e sottolineando il ruolo centrale dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Proprio per lanciare un segnale al Governo, le associazioni datoriali più rappresentative (Federturismo Confindustria, Fipe Confcommercio, Assoturismo Confesercenti, Federalberghi) hanno inviato una lettera, disertando il tavolo del 17 marzo al ministero delle Imprese dove erano state convocate un gran numero di micro sigle, minacciando di non presentarsi al ministero del Lavoro alla riunione del 9 aprile sul lavoro stagionale se verranno convocate anche organizzazioni non rappresentative che praticano il dumping contrattuale.
La posizione di Confcommercio Potenza
Interviene nel dibattito anche il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo:
“Il sistema della contrattazione collettiva di qualità resta la strada principale per garantire salari adeguati e tutele reali ai lavoratori, senza mettere in difficoltà le imprese. Per questo riteniamo fondamentale il confronto con le parti sociali prima di qualsiasi intervento normativo”.
Lovallo sottolinea come in Basilicata il tessuto imprenditoriale si distingua per correttezza e rispetto delle regole:
“Il dato del 4,5% nella provincia di Potenza, tra i più bassi in assoluto, conferma che le nostre imprese sono virtuose e applicano i contratti maggiormente rappresentativi. Questo è un elemento di qualità e competitività. Ma questo non basta e contiamo di raggiungere tante imprese che non applicano ancora il ccnnll firmato da Confcommercio”.
Il nodo dei “contratti pirata”
Resta però aperta la questione del dumping contrattuale. In Basilicata il fenomeno riguarda circa il 4,5% dei lavoratori del terziario, pari a circa 1.500 addetti su 31.540, con un’incidenza più alta in provincia di Matera (6%) rispetto a Potenza (3,5%).
I cosiddetti “contratti pirata” – sottoscritti da sigle non rappresentative – prevedono condizioni peggiorative:
- salari inferiori fino a 8.000 euro lordi annui;
- coperture ridotte per malattia e infortunio;
- meno ferie, permessi e tutele;
- assenza di welfare integrativo.
“Si tratta di una concorrenza sleale che penalizza sia i lavoratori sia le imprese sane – prosegue Lovallo –. Per contrastarla servono criteri chiari sulla rappresentatività, controlli più efficaci e strumenti come il codice unico dei CCNL”.
Benefici fiscali e contrattazione
Confcommercio evidenzia anche gli effetti positivi delle misure fiscali sugli aumenti contrattuali. Per un dipendente lucano del commercio (4° livello), nel 2026 il vantaggio netto annuo derivante dalla detassazione degli incrementi retributivi è stimato in 566 euro, grazie all’imposta sostitutiva del 5% chiarita dall’Agenzia delle Entrate.
L’appello alle imprese
“Invitiamo le imprese ad associarsi e ad applicare contratti collettivi di qualità – conclude Lovallo – potendo contare su servizi di assistenza fiscale e legale sempre più strutturati. Contiamo di coinvolgere per questo gli ordini professionali dei commercialisti e consulenti del lavoro per sensibilizzare imprese e ditte. La competizione non può basarsi sul ribasso dei diritti, ma sulla qualità del lavoro e dell’impresa”.
Confcommercio Potenza ribadisce quindi la propria linea: rafforzare la contrattazione collettiva rappresentativa, contrastare il dumping contrattuale e sostenere un modello di sviluppo fondato su legalità, tutele e competitività.
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