L’Associazione Famiglia Futura respinge le gravi accuse di strumentalizzazione, e chiede risposte concrete sui “Progetti di Vita” e i Centri Estivi.

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L’ Associazione Famiglia Futura, a tutela dei suoi associati, e alla luce della grave accusa di “strumentalizzazione” ricevuta, si trova costretta -suo malgrado- a dover replicare a sua volta a quanto dichiarato dal Comune di Matera e dalla Scuola coinvolta nell’increscioso episodio della mancata somministrazione del pasto e dell’allontanamento da scuola di un bambino.
A nostro avviso, con l’intento di stabilire la “corretta” rappresentazione dei fatti, i due replicanti hanno sbadatamente dimenticato di rispondere delle loro palesi inadempienze. La prima da parte del Comune, in quanto il sistema di “allert” -previsto dal regolamento pubblico- che doveva segnalare alla famiglia l’esaurimento del borsellino elettronico già tre giorni prima, ed in seconda battuta il primo giorno di morosità, non ha funzionato, poiché i genitori non hanno ricevuto alcun avviso né via SMS né via mail. La seconda da parte dell’istituzione scolastica (tralasciando l’aspetto prettamente umano, educativo e formativo) che ha negato il pasto al bambino, in quanto, come appunto da regolamento comunale, proprio per sopperire a questa eventuale disfunzione del sistema elettronico, è prevista comunque la somministrazione del pranzo all’alunno nel caso di primo giorno di mancato pagamento. Il fatto poi che quanto accaduto sia “prassi comune”, rappresenta a nostro avviso una aggravante, e non certo una attenuante. La discriminazione è infatti insita nel negare un pasto ad un bambino, che sia con o senza disabilità, per meri motivi economici (peraltro legati ad importi irrisori). Nessuno ha denunciato “brutalità”, non è necessario essere brutali per umiliare, discriminare, ferire un bambino. Bastano poche semplici parole: “tu non puoi mangiare” mentre i compagni sì.
Pertanto, in attesa di risposte concrete, e di una effettiva presa di responsabilità e coscienza, rispediamo ai mittenti la loro versione di “verità” dei fatti, e soprattutto le accuse di mera ed inutile strumentalizzazione dell’accaduto. Riteniamo altresì ingiusto e profondamente lesivo trasformare la denuncia di un episodio di questo tipo in un attacco alle famiglie, che quotidianamente operano tra mille difficoltà, con un dispendio fisico, emotivo e mentale senza pari, con responsabilità e attenzione a tutela dei propri figli, in una società sempre meno inclusiva, solidale e umana.
Ricordiamo al Primo Cittadino che denunciare una falla del sistema non equivale ad un attacco personale e politico, e soprattutto che, in date circostanze, porre le dovute scuse non è segno di debolezza, ma di auspicabile presa di consapevolezza, che errare è umano e che dagli errori si può e si deve migliorare.
Per quanto riguarda infine la presupposta “massima priorità data alle politiche sociali, all’inclusione, al sostegno alle persone più fragili, al potenziamento dei servizi rivolti alle famiglie attraverso stanziamenti di bilancio dedicati”, dichiarati nella nota, cogliamo l’occasione per ricordare che si tratta di diritti dovuti, e non di cortesi concessioni o elargizioni accessorie, e vorremmo in merito chiedere quanto ad oggi è stato finanziato per il tanto decantato “progetto di vita”, visto che risulta attualmente non coperto da qualsivoglia budget, e quando uscirà, se uscirà, un bando per i centri estivi, visto che siamo oramai a meno di un mese dal termine della scuola e pertanto già in grave ritardo.
Con rinnovata disponibilità a creare dei proficui tavoli tematici, e nella speranza di andare oltre la forma e le diatribe da spot elettorali, attendiamo risposte in merito.

Matera, 18 maggio 2026
Associazione Famiglia Futura
il Vicepresidente
Guido Galante

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