La nostra letteratura – IL MONACHICCHIO – Libro presentato dalla Pro Loco Pisticci

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La nostra letteratura, da qualche giorno, si è arricchita di un simpatico volume dal titolo “IL MONACHICCHIO” , sulle credenza, riti, e Magie di Pisticci. Una storia  soprattutto di superstizione, credenze popolari  e riti antichi che si intrecciano  al mistero  del “ Munachiccio”. Il libro, frutto dell’impegno, della passione e della ricerca dei ragazzi della  Proloco locale , che, attraverso un lavoro attento e preciso, hanno raccolto  storie, voci e memorie  del territorio, perché non andassero perdute. Il  nuovo volume, che fa seguito  al primo della serie “ Il Ricettario della Pacchiana”, di qualche mese fa – come spiega la nuova Presidente del sodalizio pisticcese, l’artista Maria Teresa Romeo, in arte “Oemor”, coordinatrice del progetto  “è dedicato a coloro che amano ascoltare la terra dei Calanchi, i rituali, le ombre, le cose che si percepiscono nel silenzio e si respirano nei colori. A coloro che sentono che il battito del loro cuore è regolare solo  in questo luogo. Alle nonne di Pisticci che con un filo invisibile, ci legano per sempre  e, con olio, acqua e un segno di croce guariscono le nostre anime. A coloro che si sono persi nella sfortuna e a chi  ha perso il cappello. A coloro che hanno un lutto e non sanno piangere. A colui che mi ha insegnato l’arte dello affascino e che amerò sempre”.  Il libro nasce  soprattutto per raccogliere  frammenti di un sapere che sta lentamente svanendo, ma che ancora abita le parole  delle nonne, i silenzi delle case, i vicoli, i sogni. Il Monachicchio, sempre secondo la Presidente Romeo, è la incarnazione delle magie della vita e non è soltanto una figura del folklore, ma un modo poetico di abitare la nostra terra, di guardarla con occhi diversi, di riconoscere che non tutto ciò che esiste , si lascia spiegare. Insomma, una narrazione che  vive tra letteratura , memoria collettiva e antropologia poetica”. Un centinaio di pagine in bella veste tipografica,  che racconta  di questo “ spiritello”- appunto, il Monachicchio  che in molti, dicono di averlo incontrato  e, quasi tutti, raccontano di essere stati vittime dei suoi scherzi e dei suoi dispetti.  Nell’identikit dello spiritello,  viene precisato che non è un demonio, ma neanche un angelo. Vive nelle  case, negli spazi tra le abitazioni,  nelle strade, nei burroni, nei sentieri, nei vuoti. Piccolo, veloce,  furbacchione,  ha le orecchie a punta, indossa sempre un saio  e un cappuccio rosso, capace- si dice – di cambiare la vita di chi lo incontra.E’ dispettoso  e durante la notte  tira le coperte  e si siede sul petto di chi dorme ( lui non dorme mai), disturba, non perché sia cattivo, ma perché inquieto. Noi che abbiamo una certa età, nei ricordi da bambini, lo ricordiamo,  come abitante del sotterraneo del Castello  di Terravecchia. E lì, si intrecciano i racconti con  visioni più che fantasiose. Il volume ricorda  episodi e personaggi legati al Monachicchio,  come quella di CICCIO CUZZETT E LA FEBBRE DELL’ORO, tutta da leggere e scoprire, o l’altra di PEPPE SPACCAVIENT E IL GRANO MAGICO, oppure, LA VENDETTA DII CATERINA, o l’altra  con LE SENTENZE, l’AFFASCINO, LA FATTURA, LA TESTA DEL GALLO, IL DIRUPO E LA SUA MASCIARA, LA NACCARIATA, con uno spazio a parte  per LE CIRALLE. In  noi veramente, che abbiamo una certa età ed abbiamo vissuto quell’epoca, tra i ricordi di un tempo, occupano un posto di riguardo, proprio  “I CIRALLI” e non LE CIRALLE,  e  quindi ipotizziamo che LA CIRALLE di cui si parla a pag.67, siano qualcosa  come   forse le mogli, le figlie o  le sorelle dei CIRALLI.  Parola strana, quella dei CIRALLI,  misteriosa, che diversi decenni fa, di un’epoca ormai lontana, solo a pronunciarla incuteva timore nei bambini. Un’arma inventata al “oc”  dalle nostre mamme  ( ma pure loro in passato l’avevano subita) . Un espediente per costringere  i minori a rimanere in casa  nelle calde ore del primo pomeriggio estivo, meglio conosciute come “ a contror”. Mai abbassare la guardia verso  i CIRALLI, anche se nessuno era mai riuscito a vederne qualcuno.  Tante le  dicerie su di essi , con le nostre mamme a  raccontare storie fantasiose, che lasciavano quasi sempre il segno.. Insomma tutta una letteratura  ( mai scritta ) che  comunque non ha mai spiegato quale fosse la vera specie  di questi esseri arcani , che  secondo i racconti di allora, li trovavi nei posti più impensati, programmando ad arte i loro misfatti e sempre più o meno alle stesse ore della giornata, nel primo pomeriggio, ovvero, alla “controra”. E’ trascorso tanto tempo da allora  ( sono certo che magari vi siete fatti anche una bella risata! Ma ne è valsa la pena), e per noi è stato bello ritornare indietro in un’epoca bella e innocente, quando una parola , un racconto,  ti condizionava a tal punto  che il più delle volte, ti immedesimava in situazioni strane, brutte o belle, meno belle e certe volte al limite del grottesco. Da quell’epoca , i tempi sono radicalmente cambiati  e dei famiosi “CIRALLI”, non  è rimasta traccia alcuna. Per intimorire i bimbi adesso,  ci vuole ben altro.  Loro sono fatti di altra pasta , più vivaci, più intraprendenti e quel che più conta, non facilmente  condizionabili. Chiudiamo la parentesi ciralliana e ritorniamo  al MONACHICCHIO, che, …..come spiega ancora  il volume,   non è buono, non è cattivo,  è solo inquieto. Non un’anima dannata,  ma qualcosa che non ha trovato pace. E’ quel che resta  quando una terra non vuol dimenticare se stessa. Un libro  che non è una raccolta di superstizioni. E’ una mappa di presenze . E’ un modo per dire  che le storie non muoiono  quando smettiamo di crederci: muoiono solo quando smettiamo di raccontarle. 

Il prezioso lavoro, – che ogni nostra famiglia dovrebbe tenere in casa –  è il frutto dell’impegno, della passione, e della ricerca dei ragazzi  della Pro Loco, che hanno raccolto storie,  voci e memorie del territorio, perché non andassero perdute. Un grazie a Maria Teresa Romeo .  in arte OEMOR, ideatrice e coordinatrice  del progetto  e testi, ALESSIA GIANNUZZI, che ha firmato il progetto grafico e le impaginazioni,  ALESSIA LAVIOLA, per la traduzione dei testi, ROCCO BIANCULLI per ideazione e creazione immagini, GIUSEPPE FITTIPALDI, per l’approfondimento del fenomeno superstizioso da un punto di vista psicologico, SARA SISTO, ELISEA D’ALESSANDRO, MARIROSA MASTRONARDI, MARIINMUNZIA QUINTO, ALESSIO CONSOLE, FRANCESCO VITALE, FRANCESCO MASTRONARDI,SIMONE VIGGIANI, per raccolta dati e fonti orali e scritte dei racconti del folklore pisticcese.  

Grazie per la gentile ospitalità, da MICHELE SELVAGGI

Pisticci
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