Immigrazione, il centrosinistra dica cosa vuole

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La morte del giovane tunisino nel CPR di Palazzo San Gervasio, sulle cui cause occorre attendere gli accertamenti, impone rispetto e verità. Con gli altri consiglieri regionali di centrosinistra abbiamo chiesto la chiusura di quel centro. Lo considero necessario. Ma per noi non è più sufficiente dire ciò che non vogliamo.

Dobbiamo rispondere a una domanda più difficile: quale politica dell’immigrazione proponiamo all’Italia?

Un Paese che invecchia, fa sempre meno figli, perde popolazione attiva e nel quale interi settori produttivi non trovano lavoratori non può continuare a considerare l’immigrazione soltanto un’emergenza. La Basilicata, che perde abitanti e giovani mentre nelle campagne, nell’edilizia e nell’assistenza alle persone cresce il bisogno di lavoro, rende questa contraddizione ancora più evidente.

L’Italia ha bisogno degli immigrati. Proprio per questo ha bisogno di governare l’immigrazione.

Non significa ignorare le paure che attraversano una parte della società. I problemi di sicurezza e di convivenza esistono e una forza progressista deve farsene carico. Ma una cosa è governare le paure, altra è alimentarle, trasformando ogni fatto di cronaca nell’occasione per indicare nell’immigrato una minaccia.

Per il centrosinistra questa dovrebbe diventare una scelta programmatica per il 2027: ingressi legali e programmati sulla base delle esigenze del Paese, formazione e lavoro, contrasto al caporalato e allo sfruttamento, protezione per chi ne ha diritto e rimpatri effettivi e dignitosi per chi non ha titolo per restare.

E soprattutto integrazione. Non basta far entrare lavoratori: dobbiamo costruire nuovi cittadini. Lingua italiana, scuola, formazione, lavoro regolare, rispetto delle leggi e dei valori costituzionali devono comporre un vero percorso di integrazione. Un patto nel quale lo Stato garantisce diritti e opportunità e chi sceglie di vivere in Italia assume doveri e responsabilità.

Non possiamo lasciare alla destra la parola sicurezza e riservare a noi quella dell’umanità. Legalità, sicurezza, integrazione e dignità devono stare insieme.

Il centrosinistra non deve promettere né porti aperti né porti chiusi. Deve proporre un Paese capace di governare l’immigrazione senza subirla e senza usarla per alimentare la paura.

Anche questo ci dice la tragedia di Palazzo San Gervasio: essere più umani e più sicuri non sono obiettivi alternativi. Una politica riformista deve dimostrare che possono, e devono, coincidere.

Matera, 12 agosto 2026 

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