POTENZA, 9 luglio 2026 – I fondi interprofessionali hanno assunto, negli ultimi vent’anni, un ruolo sempre più centrale nell’ambito delle politiche industriali italiane, sostenendo gli investimenti nella formazione continua e nell’aggiornamento delle competenze dei lavoratori.
Per approfondire il ruolo attuale e le prospettive future della formazione finanziata, Fondimpresa Basilicata ha organizzato ieri il workshop “Fondi Interprofessionali: nuove prospettive tra conoscenza, evidenza e scenari emergenti“, che si è svolto a Potenza: un momento di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanti del sistema della formazione.
Fondimpresa si conferma il principale fondo interprofessionale italiano: oltre 200.000 imprese aderenti, per più di 5 milioni di lavoratori e una raccolta che nel 2025 ha superato i 500 milioni di euro, rappresentando da solo oltre il 50% delle aziende aderenti e delle risorse complessivamente gestite dai Fondi Interprofessionali.
In apertura dei lavori Margherita Perretti, presidente di Fondimpresa Basilicata, ha spiegato: “Digitalizzazione, intelligenza artificiale, transizione ecologica, trasformazione dei mercati internazionali e mutamenti demografici stanno modificando il modo di produrre, organizzare il lavoro e competere. In questo scenario di cambiamenti senza precedenti il capitale umano rappresenta il principale fattore competitivo. Le tecnologie possono essere acquistate, gli impianti possono essere modernizzati, ma sono le competenze delle persone a determinare la reale capacità di innovazione e di crescita delle imprese”.
Il vicepresidente, Giovanni Letterelli, ha sottolineato che la formazione rappresenta oggi una leva strategica per accompagnare le imprese nei processi di innovazione e rafforzarne la competitività. “Oggi le imprese si trovano di fronte alla necessità di anticipare le sfide che si susseguono a ritmi sempre più veloci. Ecco perché sempre più spesso le aziende chiedono soprattutto competenze”. Il quadro nazionale è stato illustrato da Amarildo Arzuffi, dirigente strategico di Fondimpresa, che ha analizzato lo stato di salute del Fondo e le prospettive di evoluzione del sistema, anche alla luce delle nuove Linee guida del Ministero del Lavoro, evidenziando il ruolo sempre più strategico che la formazione continua è chiamata a svolgere per sostenere la competitività del sistema produttivo.
Particolarmente significativa la testimonianza di due imprese lucane che hanno raccontato come, grazie agli strumenti messi a disposizione da Fondimpresa, siano riuscite a colmare importanti gap di competenze e ad affrontare con maggiore efficacia i processi di crescita e innovazione.
Sono intervenute Marianna Pinto, della Pintotecno Srl, e Angelica Pace, della Pari Costruzioni Srl, portando esempi concreti dell’impatto della formazione finanziata sullo sviluppo aziendale. A offrire il punto di vista dei professionisti è stato Mario Spagnuolo, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro ì di Potenza, che ha evidenziato la necessità di costruire reti permanenti tra imprese, parti sociali e professionisti, affinché aziende e lavoratori possano affrontare con strumenti adeguati le sfide poste da un contesto economico e produttivo in continua evoluzione.
Le conclusioni sono state affidate alla dirigente della Regione Basilicata, Maria Leone, che ha ribadito il ruolo della Regione quale elemento di raccordo tra istituzioni, imprese e parti sociali, favorendo politiche integrate a sostegno dello sviluppo economico e della qualificazione del capitale umano. Il workshop ha confermato che investire in formazione non rappresenta più una scelta accessoria, ma una condizione indispensabile per affrontare le trasformazioni in atto. In questo percorso, Fondimpresa continua a essere uno strumento fondamentale per accompagnare le imprese e i lavoratori verso un modello di sviluppo fondato sull’innovazione, sulle competenze e sulla crescita sostenibile.



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