«La Legge di bilancio 2026 mostra un’impostazione complessivamente responsabile con attenzione ai conti pubblici e scelte mirate, ma restano alcuni nodi ancora da sciogliere per le nostre imprese»: Così Rosa Gentile dirigente nazionale e regionale Confartigianato. “Una Legge di bilancio – aggiunge – con effetti espansivi limitati e sostanzialmente neutra che presenta però alcuni interventi positivi per il mondo delle imprese e del lavoro, ma anche nodi ancora irrisolti per le piccole e medie imprese. C’è apprezzamento per la cancellazione dei limiti alla compensazione tra debiti contributivi e crediti fiscali, considerati una piccola boccata d’ossigeno per la liquidità delle imprese, così come per la correzione della norma sui contratti collettivi dell’artigianato con la detassazionedegli aumenti salariali.
Tra gli altri segnali incoraggianti vi sono il rifinanziamento della Nuova Sabatini per gli investimenti delle micro e piccole imprese, la rimodulazione dell’Irpef con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle persone, la proroga delle detrazioni per la riqualificazione edilizia, il ritorno dell’iperammortamento. La misura sulla nuova rottamazione prevede una definizione agevolata dei carichi residui affidati alla riscossione, limitata ai contribuenti che hanno regolarmente dichiarato le imposte ma non hanno potuto versarle per difficoltà economiche. Positiva la scelta di tutelare chi ha manifestato volontà collaborativa. Al contrario, risulta ingiustificata l’esclusione da un numero maggiore di rate per i contribuenti in regola con i pagamenti previsti dalla “rottamazione quater”. Per Confartigianato si tratta di misure attese e necessarie, anche se per alcune di queste sarebbe stato meglio prevedere un’estensione anche oltre all’anno in corso. Ci sono inoltre misure che, intervenendo anche sul costo del lavoro a carico delle imprese – sottolinea Gentile – possono favorire la partecipazione delle donne, comprese le lavoratrici autonome, al mercato del lavoro ed altre che sostengono la genitorialità e la conciliazione vita-lavoro attraverso interventi di agevolazione organizzativa, economica e normativa utili a conciliare le esigenze genitoriali con quelle proprie dell’attività aziendale. Sono questi elementi che Confartigianato sostiene da sempre. Critica la valutazione sull’introduzione della ritenuta d’acconto nelle transazioni tra imprese e sull’aumento delle accise sul gasolio. «Sono scelte – dice Gentile – che drenano liquidità e aumentano i costi di produzione. In una fase fragile, servirebbe l’esatto contrario».
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