La riattivazione del traffico ferroviario sulla linea Battipaglia–Taranto, con il ritorno dei treni regionali, degli Intercity e dei Frecciarossa dopo la conclusione dei lavori infrastrutturali, rappresenta certamente una buona notizia per cittadini e pendolari.
Tuttavia, non possiamo accettare che un fatto ordinario venga trasformato in un trionfo politico, soprattutto quando permangono criticità strutturali che continuano a penalizzare la Basilicata.
Per mesi abbiamo assistito a proclami e annunci roboanti sulla presunta riduzione di circa venti minuti dei tempi di percorrenza del Frecciarossa grazie agli interventi effettuati.
Oggi scopriamo che quella promessa si è rivelata sostanzialmente una bufala: gli orari sono rimasti pressoché invariati e i tempi di viaggio non registrano alcun beneficio concreto per i lucani.
La realtà è ben diversa dalla propaganda. Il tanto sbandierato risparmio di venti minuti potrà eventualmente concretizzarsi soltanto quando entrerà in funzione la linea ad alta velocità Salerno–Reggio Calabria, limitatamente alla tratta Salerno–Romagnano. Da Romagnano a Potenza, invece, anche il Frecciarossa continuerà a viaggiare su un’infrastruttura che consente una velocità massima di appena 80 chilometri orari, mentre sulla direttrice Milano–Salerno lo stesso treno raggiunge velocità fino a 300 chilometri orari.
È questa la fotografia più emblematica del divario infrastrutturale che continua a separare il Mezzogiorno dal resto del Paese.
A questo quadro si aggiunge l’inopportuna apertura di una vertenza interregionale con la Puglia sul prolungamento delle corse fino a Taranto.
Una disputa che rischia di produrre effetti negativi anche per i viaggiatori lucani, che hanno tutto il diritto di poter contare su collegamenti efficienti con il capoluogo jonico, fondamentale per motivi di lavoro, studio, sanità e sviluppo economico.
Per queste ragioni appaiono del tutto fuori luogo i toni trionfalistici con cui l’intera filiera leghista – dal ministro Matteo Salvini fino ai suoi rappresentanti lucani – ha accompagnato la riapertura della linea.
Va anche considerato che i viaggiatori della nostra regione sono stati privati del Lucania Express, da tempo soppresso, che garantiva collegamenti diretti verso Bari e che, ad oggi, in piena stagione estiva, l’area più importante per il turismo balneare, ovvero la fascia Jonica, è praticamente sprovvista di collegamento.
I cittadini lucani non chiedono slogan né passerelle mediatiche: chiedono infrastrutture moderne, servizi efficienti e tempi di percorrenza realmente competitivi.
Condivido pienamente l’esortazione del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha invitato tutte le forze politiche, parlamentari e istituzionali del Mezzogiorno, in particolare pugliesi e lucani, ad andare insieme a Roma per chiedere che il servizio ferroviario a mercato venga sostenuto dallo Stato nelle aree dove l’infrastruttura è ancora obsoleta e dove è necessario accompagnare lo sviluppo dei territori, non affossarlo.
È il momento di superare le contrapposizioni e di costruire un fronte istituzionale comune che rivendichi investimenti, pari dignità e il diritto dei cittadini del Sud a una mobilità moderna ed efficiente.
La Basilicata non può continuare ad essere il fanalino di coda del sistema ferroviario nazionale.
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