Si è tenuta a Potenza la riunione tra i sindacati e la società Lattanzio S.p.A. che si occupa di assistenza tecnica al dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, alla presenza del direttore generale del dipartimento. Lo rende noto la Filcams Cgil di Potenza. Un incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali per avviare la discussione sull’accordo integrativo e affrontare una situazione che, ad oggi, resta inaccettabile e profondamente discriminatoria per le 29 lavoratrici e lavoratori impegnati nelle attività di assistenza tecnica del Dipartimento. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito richieste chiare e non più rinviabili: il riconoscimento dei buoni pasto; una reale flessibilità dell’orario di lavoro; l’applicazione degli istituti contrattuali, condizioni peraltro già garantiti agli altri lavoratori dell’assistenza tecnica regionale.
Parliamo di lavoratrici e lavoratori che provengono dallo stesso bacino del precedente appalto unico regionale, oggi frammentato da scelte che le organizzazioni sindacali avevano già contestato con forza.
È bene ricordare che lo “spacchettamento” dell’appalto era stato denunciato fin dall’inizio come una scelta sbagliata, che avrebbe prodotto esattamente ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti: disparità di trattamento, perdita di diritti e mortificazione della dignità del lavoro.
“Non siamo di fronte a una situazione né imprevista, né imprevedibile, – dichiara Rocco Casaletto, segretario generale della Filcams Cgil di Potenza – ma alle conseguenze dirette di decisioni politiche e amministrative che avevamo contestato con determinazione. Oggi non accetteremo più che lavoratori che svolgono le stesse identiche attività vengano trattati come cittadini di serie B. Questa condizione deve cessare immediatamente”.
La Filcams CGIL chiama direttamente in causa la Regione Basilicata.
“Chiediamo un intervento immediato e risolutivo del presidente Vito Bardi e all’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala – aggiunge Casaletto – perché non è più tollerabile l’inerzia di fronte a una evidente ingiustizia. La Regione non può continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità: è dovere dell’istituzione pubblica garantire equità di trattamento, rispetto dei diritti e condizioni di lavoro dignitose, soprattutto quando si tratta di lavoratori che operano stabilmente all’interno delle proprie strutture.
Siamo di fronte a una vertenza che non è più solo contrattuale, ma profondamente politica e sociale. Se non arriveranno risposte concrete in tempi rapidi, la Filcams Cgil è pronta a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, per riportare giustizia e rispetto a queste lavoratrici e a questi lavoratori”.
Potenza, 11 giugno 2026
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