Esposito (Cgil Potenza): “Decisione incomprensibile e preoccupante, che avrà ripercussioni pesanti nell’area industriale di Melfi.

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Solo il ricorso all’uso massiccio degli ammortizzatori sociali ha consentito, in questi anni di dura crisi dell’automotive e dell’indotto, di salvaguardare l’occupazione” 

La Cgil di Potenza esprime “forte preoccupazione e contrarietà per il mancato rifinanziamento della mobilità in deroga, strumento fondamentale per tutelare migliaia di lavoratori privi di altre coperture. Una decisione che andrà ad aggravare ulteriormente la situazione nell’area industriale di Melfi, dove solo il ricorso all’uso massiccio degli ammortizzatori sociali ha consentito, in questi anni di dura crisi dell’automotive e dell’indotto, di salvaguardare l’occupazione”. 

“Una scelta incomprensibile – aggiunge il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito Cgil – anche in relazione alla necessità di aumentare le risorse della Cigs nelle aree di crisi complessa, tra le quali c’è proprio l’area industriale di Melfi: dai 70 milioni previsti per il 2025 ai 100 milioni stanziati con la legge di Bilancio 2026, in ragione del forte aumento delle richieste. Si tratta di un’esclusione che colpisce proprio i lavoratori già licenziati e ancora senza occupazione”.

Per queste ragioni, la Cgil nazionale ha chiesto “un incontro urgente ai ministri Calderone, Urso e Giorgetti per individuare soluzioni che garantiscano continuità di reddito e prospettive concrete di reinserimento lavorativo per le persone coinvolte”. 

Per la Confederazione: “Si tratta di una scelta grave e miope. In un Paese in cui permangono forti divari territoriali, settoriali e generazionali, e in cui si registrano sempre più crisi industriali, interrompere questo strumento significa abbandonare lavoratrici e lavoratori proprio nel momento di maggiore difficoltà.

Chiediamo al Governo – prosegue il sindacato di corso d’Italia – un immediato intervento per consentire il rifinanziamento della mobilità in deroga, garantendo continuità di reddito e tutele fino alla ricollocazione, e di aprire un confronto serio e strutturato sulle politiche attive e passive del lavoro. È necessario rafforzare gli strumenti di protezione sociale e di accompagnamento al lavoro, non indebolirli.

La tutela del reddito e della dignità delle persone deve restare una priorità dell’agenda politica: invece, il Governo Meloni fa il contrario, abbandonando i lavoratori delle aziende in crisi. Insieme alle categorie e ai territori – conclude la Cgil – promuoveremo tutte le mobilitazioni necessarie per difendere i diritti, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e il loro futuro occupazionale”.

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