“Con questo decreto, il Governo Meloni e questa maggioranza sostengono con convinzione che le opere pubbliche devono essere realizzate. Ed è per questo che razionalizziamo e potenziamo i commissari straordinari che rappresentano uno strumento di accelerazione degli iter decisionali e dei cantieri, garantendo al contempo un presidio efficace sull’attuazione degli interventi. Inoltre, si è pienamente consapevoli che il Ponte sullo Stretto costituisce un’infrastruttura strategica di interesse nazionale: uno strumento di crescita economica, di potenziamento della connettività e di riduzione del divario strutturale che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese e dall’Europa. Soprattutto, il Ponte rappresenta un segnale istituzionale inequivocabile: lo Stato, per il Sud, c’è. Mi rendo conto che, quando si parla di grandi opere, di politiche di medio – lungo termine, serve una visione, serve la stabilità dei governi e della coalizione. E comprendo la difficoltà delle opposizioni di ammettere che questo Governo, a differenza dei precedenti, possiede tali qualità. Le grandi opere e la capacità di programmazione del Paese, per loro natura, richiedono prospettiva di lungo periodo, continuità decisionale e coerenza nell’azione amministrativa. Queste sono condizioni strutturalmente difficili da garantire in un sistema politico caratterizzato da instabilità governativa, da governi tecnici e da coalizioni messe insieme più che da programmi comuni da nemici comuni. Invece, il Governo in carica, per la prima volta da decenni, offre quella stabilità e quella unità di intenti che l’opera richiede”.
Lo dichiara in aula il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici a Palazzo Madama.
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