Il Movimento 5 Stelle e il sottoscritto resteranno all’opposizione. Lo affermo con nettezza, senza ambiguità e senza spazi per interpretazioni. Non saremo parte di governissimi, né di operazioni costruite per allungare la vita a una maggioranza che oggi non ha più numeri e coesione politica. Il rispetto del voto dei cittadini e la coerenza con il nostro percorso vengono prima di qualsiasi proposta di “responsabilità” evocata a giorni alterni. Si può lavorare con serietà per la città anche dai banchi dell’opposizione, senza poltrone e senza postazioni in giunta, esercitando controllo, proposta e vigilanza nell’interesse esclusivo della comunità.
La crisi apertasi ufficialmente in Consiglio comunale, dopo l’uscita dei consiglieri Toto e Cerrone da Fratelli d’Italia e il loro passaggio al gruppo misto, certifica una frattura politica interna alla maggioranza che non nasce da un confronto alto sul futuro di Matera ma da equilibri saltati e tensioni che nulla hanno a che vedere con le priorità dei cittadini. Quando il dibattito pubblico si concentra su incarichi, candidature e assetti interni, significa che la politica ha smarrito il senso delle proprie responsabilità. I ruoli istituzionali non sono premi da rivendicare né trofei da conquistare, ma funzioni da esercitare con disciplina e onore, nel rispetto delle regole e degli statuti.
Il problema più grave è che lo stallo politico è già diventato stallo amministrativo. Dal giorno successivo all’ultimo Consiglio, le commissioni consiliari sono state annullate e rinviate a data da destinarsi. Questo blocco non è un dettaglio tecnico ma il segnale concreto di una macchina che rallenta, di atti che restano fermi, di decisioni che slittano mentre la città attende risposte. Matera è sospesa in un limbo fatto di trattative, conteggi, ipotesi di allargamento e voci di governissimo che coinvolgerebbero pezzi dell’opposizione. A noi questi scenari non interessano.
Ci interessano, invece, le scuole che attendono interventi da completare, gli impianti sportivi da rendere pienamente funzionali, la manutenzione e la riqualificazione delle strade, la chiusura di cantieri strategici come il Duni, Piazza della Visitazione, la nuova Torraca. Non parlo di grandi annunci o di obiettivi ambiziosi sbandierati in campagna elettorale, ma dell’ordinario che ogni amministrazione dovrebbe garantire. Quanto tempo e quante energie sono state sottratte a queste priorità per inseguire equilibri politici interni? È una domanda che la città ha il diritto di porsi.
Anche il tema di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 viene evocato come giustificazione per costruire alleanze innaturali in nome dell’emergenza. Ma l’emergenza non può diventare un alibi per mescolare tutto e il contrario di tutto. Se questo percorso deve trasformarsi in un titolo gestito altrove, in un cerimoniale definito a Roma dal ministero che ha stanziato le risorse, senza un reale coinvolgimento della città e senza il rispetto dell’indirizzo deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale, allora si abbia il coraggio di dirlo con chiarezza. La politica non può essere chiamata a ratificare decisioni prese altrove e, allo stesso tempo, essere messa tra parentesi quando prova a esercitare il proprio ruolo.
Se il sindaco Nicoletti non è più nelle condizioni di garantire una maggioranza solida, coerente e capace di governare, tragga le conseguenze politiche di questa situazione. Meglio una scelta lineare e trasparente che un’amministrazione ostaggio di veti incrociati, riunioni riservate e accordi costruiti per restare in equilibrio qualche mese in più. Un eventuale commissariamento gestirebbe l’ordinario senza il peso di una politica logorata dalle proprie contraddizioni.
Matera merita stabilità, visione e rispetto. Il Movimento 5 Stelle continuerà a svolgere un’opposizione ferma ma costruttiva, pronta a sostenere ogni provvedimento utile alla città e altrettanto pronta a denunciare incoerenze e forzature. La coerenza non è in vendita e non sarà sacrificata sull’altare di nessun governissimo.
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