“Ho partecipato alla visita nella Casa circondariale di Matera promossa dall’associazione Antigone. Non è la prima volta che entro in un istituto penitenziario e ogni visita apre interrogativi profondi sulle condizioni delle persone detenute, sul lavoro degli operatori e sulla capacità delle istituzioni di garantire sicurezza, dignità e funzione rieducativa della pena”.
“Desidero esprimere apprezzamento per l’impegno costante dell’associazione Antigone, che attraverso la propria attività di osservazione, denuncia e sensibilizzazione contribuisce a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari e sui diritti delle persone detenute e di chi quotidianamente opera nelle carceri”.
“Il sovraffollamento, le carenze di personale e le difficoltà nell’assicurare un’assistenza sanitaria e psichiatrica adeguata non rappresentano soltanto criticità organizzative. Sono condizioni che si riverberano direttamente sul modo in cui la pena viene concretamente vissuta e scontata, compromettendone la dignità e la finalità rieducativa”.
“Quando mancano spazi adeguati, cure tempestive, personale sanitario, educatori e opportunità di formazione e reinserimento, il carcere rischia di trasformarsi in una mera condizione di contenimento, rendendo più difficile qualsiasi percorso di recupero e aumentando anche le tensioni all’interno degli istituti”.
“Le gravi criticità denunciate in queste ore nella Casa circondariale di Potenza, dalle aggressioni alle carenze di organico, confermano che non è più possibile procedere attraverso interventi occasionali o emergenziali”.
“Serve un’iniziativa politica e istituzionale concreta. Regione, amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti, organizzazioni sindacali, sanità e Terzo settore devono aprire un confronto stabile per individuare interventi immediati e strutturali”.
“La sicurezza del personale, il diritto alla salute delle persone detenute e la funzione rieducativa della pena non sono obiettivi contrapposti. Sono parti della stessa idea costituzionale di giustizia e richiedono una responsabilità condivisa da parte di tutte le istituzioni”.
Potenza, 15 luglio 2026
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