Cgil Matera e Sportello Migranti: “L’identità non si difende seminando paura. Si costruisce garantendo diritti”

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La CGIL di Matera, attraverso il proprio Sportello Migranti, sente il dovere di prendere la parola dopo le dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di Futuro Nazionale sulla celebrazione dell’Eid al-Adha svoltasi pacificamente all’alba presso il Parco Giovanni Paolo II.

“Lo facciamo – spiega la Cgil – senza indignazione di circostanza, ma con la chiarezza di chi conosce — perché li incontra ogni giorno — i volti, i nomi e le fatiche delle persone di cui si parla.

Centinaia di lavoratrici e lavoratori, famiglie, uomini e donne che vivono e operano sul nostro territorio si sono riuniti all’alba per celebrare una delle ricorrenze più significative del calendario islamico. Lo hanno fatto in silenzio, in ordine. Trasformare quell’atto di fede in un allarme politico significa non voler vedere la realtà, o peggio, volerla distorcere deliberatamente per alimentare un’ansia collettiva che non trova alcun fondamento nei fatti.

Chi evoca il rischio di “resa culturale” e di “cancellazione identitaria” costruisce una narrazione in cui l’altro è per definizione un pericolo, una minaccia. Ma le culture non muoiono per contatto: si spengono per chiusura, per paura. La civiltà di Matera — quella civiltà millenaria incisa nella roccia dei Sassi, che ha conosciuto secoli di incroci, di popoli, di dominazioni e di sintesi — non ha mai avuto bisogno di muraglie e divisioni per esistere. Aveva qualcosa di più solido: la capacità di abitare la complessità senza smarrire se stessa.

La libertà di culto non è una concessione che si riconosce a seconda delle convenienze politiche: è un diritto fondamentale sancito dall’articolo 19 della Costituzione italiana. Invocare l’identità italiana e al tempo stesso calpestare i principi su cui quella identità democratica si fonda è una contraddizione che la CGIL non può tacere.

Molti dei fedeli presenti alla celebrazione lavorano ogni giorno nelle campagne, sui cantieri, nei ristoranti della nostra provincia. Sono spalle su cui poggia in misura determinante l’economia lucana, soprattutto in quei comparti che — dobbiamo dirlo con chiarezza — la forza lavoro locale fatica sempre più a coprire. Non sono un pericolo o una minaccia, sono persone con diritti, con dignità, con una vita che merita lo stesso rispetto che rivendichiamo per chiunque altro.

Alla domanda retorica di Futuro Nazionale — “in quanti Paesi islamici un cristiano potrebbe celebrare pubblicamente la propria fede?” — rispondiamo con un’altra domanda: vogliamo misurare la qualità della nostra democrazia sulla base di ciò che avviene nei regimi più oppressivi del mondo? Se la risposta è sì, allora il problema non è l’Eid al-Adha al Parco Giovanni Paolo II. Il problema è molto più profondo, e riguarda la capacità di alcune forze politiche di essere all’altezza dei valori su cui è fondata la nostra Costituzione.

La CGIL di Matera non ha mai smesso e non smetterà di lavorare perché questa città resti un luogo in cui nessuno venga discriminato per la propria fede, la propria origine, il proprio colore della pelle. Continueremo a stare dalla parte di chi lavora — tutti coloro che lavorano — perché è lì che si misura la vera dignità di una comunità: non nelle piazze dell’identità urlata, ma nei diritti garantiti ogni giorno, per ciascuno, senza eccezioni”.

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