Ora massima responsabilità interistituzionale per rimodulare le risorse e costruire un progetto industriale credibile»
«L’esito infruttuoso del bando regionale per la vertenza CallMat di Matera rappresenta un passaggio estremamente delicato che impone a tutti i rappresentanti delle istituzioni di abbandonare ogni logica di contrapposizione e stringersi al fianco delle oltre 350 lavoratrici e lavoratori del sito materano. In questo momento non servono polemiche, ma un surplus di responsabilità collettiva, tempi certi e una strategia condivisa capace di mettere definitivamente in sicurezza il futuro occupazionale del territorio».
Lo dichiara il consigliere regionale e Presidente della Seconda Commissione consiliare, Roberto Cifarelli, a seguito del tavolo svoltosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«La Regione Basilicata – evidenzia Cifarelli – dispone di risorse importanti, pari complessivamente a 10 milioni di euro stanziati per questa vertenza. È positivo che la Giunta abbia confermato la volontà di mantenerle accantonate, ma è evidente che lo strumento del bando debba adesso essere rapidamente ripensato e rimodulato, per renderlo maggiormente attrattivo per gli investitori operanti nei settori delle telecomunicazioni e dell’innovazione digitale. Occorre superare gli ostacoli relativi ai tempi e ai vincoli di assorbimento che ne hanno frenato l’efficacia in questa prima fase».
Per Cifarelli, la soluzione richiede un’azione coordinata tra tutti i livelli istituzionali: «Accanto alla necessaria rimodulazione del bando, da definire d’intesa con le organizzazioni sindacali e nel pieno rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, occorre accelerare parallelamente tutti i progetti di digitalizzazione e innovazione tecnologica attivabili sul territorio, affinché possano trasformarsi rapidamente in concrete opportunità occupazionali».
«Accogliamo con favore – prosegue – la costante mediazione garantita dal Mimit e la disponibilità delle parti a verificare la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà fino al termine del 2026. Si tratta di una boccata d’ossigeno fondamentale per le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie durante questa delicata fase di transizione».
«Come ho sempre sostenuto – conclude Roberto Cifarelli –, il capitale umano e le competenze della forza lavoro di Matera costituiscono la risorsa più preziosa dalla quale far ripartire lo sviluppo lucano. La vertenza CallMat non riguarda soltanto il destino di un’azienda, ma investe direttamente il futuro industriale della Basilicata. Per questo siamo pronti a collaborare in maniera costruttiva, nelle Commissioni consiliari e nel confronto con la Giunta regionale, per sostenere ogni percorso normativo e amministrativo utile a superare l’attuale situazione di stallo. Alle lavoratrici, ai lavoratori e alle loro famiglie dobbiamo risposte chiare, stabili e durature».
Matera, 5 agosto 2026
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