“Il terziario con 5 milioni di lavoratori solo in parte a tempo indeterminato e per la grande maggioranza precari e stagionali è al centro di una stagione di impoverimento salariale che non è più tollerabile. Chiediamo al Governo normative e decreti in un’azione protettiva dei diritti dei lavoratori”. Così il segretario generale nazionale Uiltucs Paolo Andreani intervenendo oggi a Matera al congresso regionale dell’organizzazione dei lavoratori del terziario aderente alla Uil. “Il recente studio Cnel – aggiunge Andreani – evidenzia un problema strutturale: la diffusione di contratti “minori” nel terziario, con condizioni peggiorative rispetto ai contratti leader. Le differenze retributive sono significative: sino ad 8 mila euro in meno per lavoratori che non vanno oltre i 20 mila euro di reddito l’anno. Scarti che arrivano anche al 40% della retribuzione annua e che incidono direttamente anche sulla pensione e sui diritti: meno welfare, meno tutele, meno contributi. A pesare è anche la proliferazione dei contratti collettivi: dai 26 del 1995 si è passati ai 263 del 2025, molti dei quali firmati da sigle poco rappresentative e applicati in modo marginale. È così che cresce il lavoro povero. Una condizione aggravata dalla diffusione di appalti e subappalti, che comprimono salari e diritti. Accade invece che dopo il tavolo del 17 marzo al ministero delle Imprese dove erano state convocate un gran numero di micro sigle, il ministero del Lavoro ha convocato per domani 9 aprile un nuovo incontro sul lavoro stagionale ancora con organizzazioni non rappresentative che praticano il dumping contrattuale. Per noi questo comportamento è inaccettabile”.–
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