STRUTTURE SANITARIE IN CRISI: IMPRENDITORE SALE SU UNA GRU DI FRONTE ALLA REGIONE.

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L’INTERVENTO DI BARDI FA RIENTRARE, MOMENTANEAMENTE, LA PROTESTA

Attraverso una PEC, inviata dall’Unità di crisi sanitaria martedì 15 novembre, le strutture accreditate che, ricordiamo, versano in una pesante condizione di crisi finanziaria e lavorativa, hanno apprezzato il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi per essersi preso pubblicamente la responsabilità di mettere fine a questa surreale vicenda fatta di malaburocrazia che va avanti ormai da oltre 3 mesi, gettando nello sconforto più totale imprenditori e lavoratori, con il rischio di far esplodere una vera e propria bomba sanitaria, annullando decine di migliaia di appuntamenti già prenotati.

Una situazione che ha portato all’esasperazione, o meglio alla disperazione, gli imprenditori coinvolti e i dipendenti delle loro aziende, gettandoli in uno stato di angoscia quotidiana, impegnati in una costante battaglia per la sopravvivenza, per cercare di non vedere andare in fumo anni di sacrifici e licenziare i propri collaboratori. 

È con questo stato d’animo, fatto anche di rabbia unita a determinazione, che il dr. Giuseppe Demarzio, titolare del poliambulatorio materano Madonna della Bruna, è salito in cima ad una gru lunedì scorso, di fronte alla sede del Consiglio Regionale, deciso a rimanere là sopra a tempo indeterminato fino a quando non avesse ottenuto risposte. Un gesto drammatico, dettato dalla disperazione, ma anche da un forte senso civico da parte di chi non vuole arrendersi di fronte ai soprusi della malaburocrazia che sta tenendo sotto scacco politica, aziende, lavoratori e pazienti. Arriverà anche il momento dei tribunali, ma adesso serve una soluzione immediata, non si può più aspettare. Come lui anche gli altri imprenditori sono pronti a tutto pur di far valere i diritti, il buon senso e la giustizia, portando la protesta ad un ulteriore livello di gravità, casomai non si giungesse ad una rapida e positiva conclusione.

È bene ribadire che l’Unità di Crisi sanitaria, è l’unico soggetto di rappresentanza delle imprese sanitarie che versano in crisi, finanziaria e lavorativa, che sono le vittime di questa situazione, non ci sono altri soggetti deputabili a parlare di crisi, in quanto in crisi non sono, come risulta alle prefetture a cui è stato comunicato ufficialmente lo stato di crisi aziendale e di agitazione dei lavoratori.

“Siamo convinti che le soluzioni erano e sono ancora disponibili, basta solo attuarle e passare dalle parole ai fatti concreti” – si legge nella PEC inviata al presidente all’indomani dell’iniziativa.

Bardi, che ha rassicurato i manifestanti, impegnandosi ad affrontare e risolvere una volta per tutte la questione personalmente attraverso la consultazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali, è stato preso in parola dai manifestanti che hanno deciso di far rientrare per il momento la protesta.

“L’impegno da Lei preso, – si legge nella pec – in una situazione che sappiamo essere molto delicata da un punto di vista politico, Le fa certamente onore e prendiamo atto di questa sua attenzione, sia da un punto vista umano che istituzionale”.

Si auspica che l’incontro programmato per venerdì 18 novembre, fra le strutture in crisi, il presidente Bardi e i direttori delle AA.SS.LL. sia finalmente e definitivamente risolutivo e che in futuro il completamento degli impegni prosegua attraverso il normale dialogo istituzionale, fatto di trasparenza e collaborazione, senza la necessità di umiliare e costringere verso drammatiche forme di protesta, come quella di lunedì, per poter avere la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Se non ci fosse stata questa forte azione probabilmente ancora oggi saremmo ad annaspare nelle sabbie mobili, col rischio di morire a causa dell’indifferenza della malaburocrazia.

Per il momento restiamo in attesa dell’incontro promesso, il quale metta una volta per tutte la parola fine a questa assurda e tragica situazione.

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