Ospedale di Tinchi. Cisterna: non possiamo restare ancora impassibili di fronte al degrado della sanità territoriale

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Dopo le proteste dei Sindaci fra cui anche Albano a Matera a difendere gli Ospedali del materano, finalmente ieri mattina l’assessore regionale alla sanità Fanelli ha visitato l’Ospedale di Tinchi. All’incontro partecipato l’assessore ha assicurato di voler continuare la programmazione sanitaria attraverso “interventi mirati”, certamente la nostra comunità apprezza la vista, ma per quelli che hanno lottato e lottano per una sanità accessibile a tutti, non è proprio tutto chiaro. Le lunghissime liste di attesa, le strutture convenzionate e l’occupazione a rischio, i pensionamenti senza turnover fisiologici con l’emigrazione che continua senza precedenti, all’Ospedale di Tinchi i cittadini attendono ancora un piano sanitario serio con i posti letto di riabilitazione e lungodegenza per gli ammalati oncologici costretti a restare a domicilio o a recarsi altrove solo per morire dignitosamente. Per non parlare del mancato potenziamento delle attività ambulatoriali territoriali tra i quali diabetologia ed endocrinologia con la medicina interna, così come la regione e l’asm si erano impegnati a fare alla fine dei lavori di ristrutturazione del nosocomio e durante l’ennesima famigerata inaugurazione con le telecamere dei locali ambulatoriali adeguati e consegnati a maggio dello scorso anno. A distanza di un anno e mezzo nulla è stato fatto, non possiamo restare ancora impassibili di fronte al degrado della sanità territoriale, nonostante le promesse e gli impegni ancora una volta chiediamo espressamente e con forza di potenziare le risorse umane all’Ospedale di Tinchi, ma anche a Policoro che chiude per consunzione e che certamente come noi non se la passa molto meglio. Assessore, abbia il coraggio di mettersi veramente in discussione con la realtà territoriale, abbiamo sempre lottato per le proprie idee, abbia sempre l’umiltà di ascoltare davvero anche quelle degli altri, altrimenti anche Lei come gli altri, se ne torni presto a casa rassegnando le dimissioni perché non ce altro tempo da perdere.
Giuseppe Cisterna

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