Comune di Matera, Maggioranza appesa a un filo, sindaco muto

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I consiglieri e le consigliere comunali di opposizione Pasquale Doria, Carmine Alba, Nicola Casino, Angelo Lapolla, Francesco Lisurici, Imma Milia Parisi, Mario Morelli, Liborio Nicoletti,  Tommaso Perniola, Rocco Luigi Sassone, Giovanni Schiuma, Marina Susi, Milena Tosti, Cinzia Scarciolla, Augusto Toto e Adriana Violetto: 

Un’opposizione coesa quella attiva nei lavori della massima assemblea comunale del 13 ottobre. I consiglieri, nessuno escluso, hanno agito per il bene della comunità, anteponendo a ogni appartenenza politica l’interesse superiore dei cittadini. La libera convergenza d’opinione, maturata a valle di un franco confronto tra l’insieme delle componenti di opposizione, è la prova palese che per essere responsabili occorre dialogo e confronto. Quello che manca nella maggioranza, considerato che, senza la proposta di ritirare un importante provvedimento all’ordine del giorno, avrebbe votato un dispositivo amministrativo incompleto. Si tratta della prima ed unica misura, in due anni di amministrazione, a favore della costruzione di case economiche e popolari, ma che è approdata in Consiglio comunale clamorosamente sbagliata. Spia eloquente della reale attenzione politica dedicata alle fasce sociali più deboli. Vicenda che, ancora una volta, ha messo impietosamente a nudo l’improvvisazione, la sciatteria e l’assenza di programmazione di questa Amministrazione. Si è presentata in aula con un provvedimento in difetto di procedura, aspetto quest’ultimo emerso a seguito di un emendamento presentato opportunamente e, ribadiamo responsabilmente, da tutte le opposizioni. La delibera, per forza di cose, è stata quindi ritirata.
Quanto ai provvedimenti approvati, spicca la differenza di un solo voto, quello di un Sindaco che non ha proferito parola alcuna nel corso delle circa quattro ore di dibattito in Consiglio. Un mutismo sintomatico di una condizione di fragilità nei contenuti e ormai risicata anche numericamente. È un dato di fatto che l’Amministrazione Bennardi non abbia più la maggioranza dei consiglieri. Il 16 a 16, risultato della presa di distanza politica dei consiglieri eletti nelle sue fila, è indicativo di una condizione di acclarata precarietà. Evidenzia criticamente il modus operandi di una compagine ormai sfilacciata e i cui riflessi si riverberano negativamente su tutte le attività dell’ente.
Ne soffre complessivamente la municipalità, continuamente minata nell’azione che le compete. Non si può pretendere di governare senza la necessaria preparazione, improvvisando continuamente e con la speranza sempre più remota di raccattare di volta in volta i voti da ultima spiaggia ad ogni Consiglio comunale. Una pratica dal fiato corto, deleteria e disperata in quanto priva di una visione condivisa, non diciamo con i cittadini – anche se così dovrebbe essere – ma quantomeno con i propri consiglieri, quelli che i cittadini hanno voluto affiancare a questo Sindaco, ma che pare non abbia compreso il suo ruolo.

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