POLITICHE 2022. BASILICATA AL CENTRODESTRA 

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Regione in linea col dato nazionale. Movimento 5Stelle primo partito, ma con un calo del 19% rispetto al 2018. Débâcle del Pd. Crollo dell’affluenza alle urne. 

di ANTONIO GRASSO

Tutto come previsto. O quasi. I 7 nuovi parlamentari della XVIII legislatura, in quota lucana, sono quelli ipotizzati alla vigila, per effetto delle liste bloccate del Rosatellum, la legge elettorale approvata a maggioranza nel 2017, poco prima del rinnovo dell’emiciclo. Sette rappresentanti e non più 13 per la Basilicata, così come fino alla precedente legislatura, durante la quale ci fu il via libera (nel 2020) al taglio dei parlamentari da 945 (630 deputati e 315 senatori) agli attuali 600 (400 deputati e 200 senatori) con apposite modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Dei 7 solo 3 sono lucani; i restanti 4 di fuori regione ed “imposti” dai capi-partito nella spartizione dei collegi. Fratelli d’Italia riesce a portare a Roma ben 3 esponenti: l’ex presidente del Potenza Calcio, Salvatore Caiata, l’ex assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa e il già presidente della Coldiretti lucana, Aldo Mattia. Il primo (parlamentare uscente del M5S poi passato al gruppo Misto) scattato all’uninominale della Camera dei deputati, il secondo al proporzionale del Senato e il terzo al proporzionale della Camera. Ma il partito della Meloni non è il più suffragato in Basilicata. Infatti. Al primo posto, per voti di lista, c’è il Movimento 5Stelle. Sia alla Camera, col 25% dei consensi, che al Senato col 24,36%. A Matera città addirittura poco sopra il 30%. E pur tuttavia i pentastellati perdono ben 19 punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale del 2018, quando fecero l’exploit. Ciò nonostante riescono a portare in Parlamento due esponenti: il tarantino Mauro Turco nel proporzionale del Senato e l’avvocato venosino Arnaldo Lomuti per il proporzionale della Camera. Fratelli d’Italia è secondo partito col 18% alla Camera e il 19% al Senato. Ma primo del centrodestra, come nel resto del Paese. Quasi appaiati, in termini percentuali, la Lega di Salvini e Forza Italia. In rappresentanza di quest’ultima è scattata, all’uninominale, l’ex presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. L’unico a farcela, per il centrosinistra, è il napoletano Vincenzo Amendola, candidato capolista del Partito democratico nel proporzionale della Camera. Resta a casa, invece, l’uscente Vito De Filippo, capolista dem al proporzionale del Senato. Una cocente delusione per quello che, fino a non molti anni fa, era considerato il Partito-Regione e che oggi è solo la terza forza politica in Basilicata, con una percentuale (il 15% al Senato e il 16% alla Camera ndr) ancora inferiore a quella già insoddisfacente del nazionale e che ha portato il segretario Letta, praticamente, alle dimissioni. Buon risultato per il Polo centrista (Azione e Italia Viva ndr) che col 12% al Senato e il 9,8% alla Camera dei Deputati si attesta sopra al dato nazionale dell’7,8% pur non riuscendo a far scattare nessun rappresentante fra i due rami del Parlamento. Infine, il dato più significativo è rappresentato dall’astensionismo. Si è recato alle urne poco più di un lucano su 2. Rispetto alla precedente tornata c’è stato calo di oltre 12 punti percentuali.          

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