UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE :San Mauro, “svelate” al pubblico 4 tele di scuola napoletana restaurate nel 2014

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SAN MAURO FORTE – Dall’oblio al lustro dell’esposizione pubblica per quattro, pregevoli, tele di scuola napoletana. Tutte di autore ignoto ma stilisticamente compatibile con la tecnica pittorica dell’artista barocco Giuseppe Cesari, detto il Cavalier D’Arpino. Risalenti a un periodo compreso fra il XVI e il XVII secolo, erano finite in uno stanzone di Palazzo Acquaviva, preda della polvere e di quel che Pasolini definiva come un “processo di a-culturazione strisciante”. Poi, nel 2014, a fronte di un contenzioso fra il Comune di San Mauro Forte e l’allora filiale cittadina di Ubi Banca per la tesoreria dell’ente, si spalancano – finalmente – le porte per il restauro. Da allora sono in attesa di una degna collocazione in pianta stabile. A questa soluzione sta già lavorando la nuova Amministrazione comunale che, a conclusione del cartellone estivo, le ha volute “svelare” alla comunità. Molti i cittadini che non sapevano nemmeno dell’esistenza delle opere. E che, per l’occasione, hanno potuto osservare in tutto il loro ritrovato splendore e col qualificato supporto del prof. Antonello Ricco, docente all’Università degli studi di Salerno, che ha illustrato e contestualizzato i dipinti esposti. Le tele, di dimensioni diverse fra loro, raffigurano una Sacra Famiglia, il ratto di Proserpina, San Paolo e un altro Santo non decifrabile. Registrate in catalogo dalla Soprintendenza, nel 1976 erano, tutte e quattro, parte di una collezione d’arte privata di una casata del posto. E precisamente della famiglia Arcieri, nel cui Palazzo sono state conservate per molti anni fino al passaggio di proprietà al Comune nel 1994. Proprio in quel Palazzo Arcieri, ex sede municipale, dove c’è stata l’esposizione al pubblico a corredo del convegno sulla “Valorizzazione e tutela del patrimonio artistico”, organizzato nell’ambito del “San Mauro È Cultura Festival” dalla stessa Amministrazione comunale e dall’assessorato al ramo. 

                                                                                                               L’addetto stampa Antonio grasso

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