Lamiranda (Aristeo): La “favola di Rapone” un buon esempio da seguire

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La “favola di Rapone” – che con il progetto «Rapone Paese delle Fiabe» si colloca tra i primi 5 (su 207) progetti approvati con risorse del  Pnrr – è un buon esempio concreto ed efficace di cosa può fare un’Amministrazione Comunale per dare futuro alla comunità locale. Ogni strumento è utile a combattere il vero, straordinario e grande nemico che è  lo “spopolamento” dei nostri borghi e territori. Di qui il riconoscimento al sindaco di Rapone – socio di Aristeo –  Felicetta Lorenzo per averci creduto e per aver sostenuto il progetto. Un riconoscimento da estendere all’intera comunità a riprova che la partecipazione dei cittadini, di tutte le categorie sociali, delle associazioni è fondamentale alla riuscita di ogni progetto.

L’occasione è certamente utile non solo per condividere, ma per ribadire -quale possibile contributo – la necessità di un maggiore e coordinato impegno di tutti per essere, insieme , uniti a rafforzare  ogni azione ed iniziativa contro la fuga dai nostri paesi specie dei giovani, oggi la prima emergenza sociale. Se tutte le risorse pubbliche (non poche) spese almeno negli ultimi venti anni avessero conseguito i risultati ( anche parziali) per i quali sono state giustificate, oggi la regione, per intero, non sarebbe nelle condizioni sociali, economiche e produttive  in cui si trova! Condizioni che, di fatto, vanificano ogni, pur lodevole, tentativo di contribuire alle risoluzioni delle questioni delle quali, specialmente le nuove generazioni in ogni singolo territorio, subisce i negativi effetti.

Per questo, a nostro parere è necessario integrare ed aggiungere la necessità che l’Amministrazione pubblica assicuri un impegno e svolga un ruolo di animazione e sostegno meglio finalizzato “a sostenere e non surrogare” l’intrapresa privata organizzata. Uno sforzo – che continuiamo a sollecitare – a concorrere nella promozione di una cultura d’impresa, oggi inesistente o insufficiente, indispensabile per assicurare le condizioni sociali, economiche e produttive necessarie allo sviluppo delle “comunità integrate”, identificate da “un’unica, condivisa e partecipata visione strategica”.

Anche la promozione del “pacchetto turistico” che si vuole proporre a Rapone come per qualsiasi altra destinazione,  dovrebbe poter fare affidamento su una diversa e più efficace  accoglienza, capace di soddisfare le esigenze strutturali e culturali del “mercato” che si vuole coinvolgere. Non per ultimo, bisognerebbe evitare di ricadere, noi stessi, nelle condizioni dello “sfrenato individualismo e perdurante indifferenza”, coinvolgendo chiunque, ad ogni livello e responsabilità istituzionale, ma non solo, fosse nelle condizioni di contribuire al raggiungimento dello stesso condiviso, comune obiettivo. Per questo il Distretto Aristeo c’è !

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