DE BONIS: Del grano, della Cun e del futuro di Cillis

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“Qualche anno fa io ero un sindacalista, un allevatore e un imprenditore agricolo e mi imbattei nelle difficoltà che chi produceva materie prime si trovava ad affrontare quando doveva vendere il proprio prodotto, si trattasse di grano o di conigli il punto era che non c’era trasparenza e di fatto gli intermediari e i grossisti insieme ai trasformatori e gli industriali ci imponevano i loro prezzi. Così pensai all’istituzione di una luogo che desse un prezzo di  riferimento nazionale in cui fossero presenti tutte le categorie, subito dopo i suini cominciammo con i conigli. Trovai allora sostegno nel nascente M5S, al tempo devo dire aperto a nuove idee. Nel 2011 dopo una segnalazione dell’antitrust al governo riuscimmo a costituire la CUN sperimentale sulla cunicultura. Così nacque il mio rapporto con il movimento che fece sua una mia proposta di legge nel 2015; poi nel 2019 il sodalizio si ruppe a causa della mia testardaggine nel difendere la terra dai fanghi industriali spacciati per fertilizzanti, voluti da Di Maio e Cillis, ma questa è un’altra storia. Comunque diventato senatore ho continuato come sempre a occuparmi di agricoltura e in particolare di grano. La costituzione della CUN sperimentale è ovviamente farina del mio sacco anche se mi giovai dell’aiuto di alcuni colleghi come l’on. Abate che mi aiutarono a portare a casa il risultato.  Nel frattempo è passata molta acqua sotto i ponti, e io ho dovuto difendermi in tribunale per le battaglie fatte per il grano italiano, e nelle ruote dei mulini,  giusto sabato mi sono riunito con un centinaio di produttori di grano duro che lamentano ancora problemi sui prezzi. Dalla riunione è emersa la necessità di rendere effettiva la CUN anche alla luce del fatto che la mia relazione sull’affare assegnato sul grano duro ha avuto in commissione agricoltura il consenso di tutte le forze politiche. Oltre alla richiesta di accoppiare sul primo pilastro PAC al grano duro un aiuto di 1000 euro. Il che non è una cosa fuori dal mondo: si è già fatto in passato e verrebbe anche incontro alle raccomandazioni sulla convergenza fatte dall’UE.”

“Ora leggo che l’On. Cillis, anche lui uscito dal M5S, anche se forse un po’ tardivamente, si dice scandalizzato dal fatto che io continui a fare quello che ho sempre fatto: occuparmi di agricoltura e organizzare gli agricoltori a tutela dei consumatori. Non posso che augurargli buona fortuna e dirgli però che non ci si improvvisa nulla nella vita e che io mi occupavo di queste cose quando lui militava nell’Italia dei Valori e si occupava di tutt’altro e che son contento che ora sia interessato alla cerealicoltura. Quanto alla caduta del governo Draghi della quale mi incolpa credo mi sopravvaluti. Riguardo la sua genesi, se proprio ne ha una, forse la nascita di Insieme per il futuro, cui aderisce Cillis, è stato il primo elemento destabilizzante della maggioranza. Che peraltro ha impedito al governo di proseguire la sua azione.”

“Circa il Registro telematico dei cereali vorrei far notare che si tratta di una vittoria di Pirro: per ora è solo prevista una fase sperimentale fino al 31 dicembre 2023, nel corso della quale non si applicheranno le sanzioni previste. Questa fase permetterà l’effettiva operatività dello strumento e la possibilità di apportare eventuali integrazioni o modifiche. Se Cillis invece di distrarsi inutilmente sul registro telematico, si fosse battuto insieme a L’Abate e Di Maio a favore della chiusura delle borse merci, rendendo effettiva la Cun, oggi forse i nostri agricoltori soffrirebbero meno.

Comunque sono sempre felice quando qualcuno si avvicina al mondo cerealicolo. Non credo tuttavia che il nuovo partito di Cillis, con previsioni elettorali da prefisso telefonico, potrà darà in futuro un supporto al settore.”

Così il Senatore Saverio De Bonis della commissione agricoltura del Senato e relatore dell’affare assegnato sul grano duro replica all’on. Cillis

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