Ancora in crisi le AIAS di Potenza e Melfi Irrisolti i problemi che avevano portato alla proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori

Condividi subito la notizia

Si è svolto un incontro tra le parti sociali e le Aias di Potenza e Melfi, dove continua lo stato di crisi a causa del perpetrarsi di una situazione ormai nota da tempo e rispetto alla quale a tutt’oggi la regione non ha posto in essere alcuna concreta azione. 

La Regione Basilicata, infatti, non ha dato seguito agli  impegni presi dall’assessore alla Salute nell’incontro che si è tenuto il 21 aprile scorso, in cui avevamo evidenziato il  mancato adeguamento delle tariffe bloccate al 2009, la mancata liquidazione negli ultimi tre anni delle spese di trasporto, il mancato riconoscimento dei costi aggiuntivi per fronteggiare la pandemia e, soprattutto, l’applicazione della quota del 15% a carico delle famiglie che le aziende non sono in grado di recuperare.

Una situazione strutturale e congiunturale che sta determinando una forte esposizione debitoria e la crisi del ”seminternato” le cui entrate non coprono più i costi. 

Nell’incontro, infatti, le Aias hanno confermato la volontà di sospendere il servizio a partire dall’1 settembre, lasciando decine di utenti e le loro famiglie senza assistenza con la conseguente perdita di decine di posti di lavoro.

Da tempo abbiamo lanciato l’allarme sulle difficoltà che vive il mondo della riabilitazione e della sanità privata, ma gli appelli continuano a cadere nel vuoto.

Nel chiedere la convocazione urgente da parte dell’assessore alla Sanità, proclamiamo la prosecuzione dello stato di agitazione dei lavoratori delle Aias, responsabilmente sospeso a maggio alla luce degli impegni assunti dalla Regione, riservandoci di mettere in atto dure iniziative di mobilitazione.

Potenza, 5 luglio 2022

FP CGIL CISL FP UIL FPL

Giuliana Scarano           Pasquale Locantore       Antonio Guglielmi

FIALS                                        UGL

Luciana Bellitti                         Franco Latronico

Condividi subito la notizia

Commenta per primo

Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*