Rapporto biennale di genere, obbligo e opportunità

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Le aziende pubbliche e private con oltre 50 dipendenti hanno l’obbligo di presentare entro il 30 settembre il Rapporto Biennale sulla situazione del personale maschile e femminile. La mancata redazione del Rapporto esporrà l’azienda a sanzioni pecuniarie, oltre a configurarsi come causa di esclusione nelle gare a valere sul Pnrr e sul Piano nazionale complementare. Circostanza che, inoltre, andrà ad inficiare la concessione della certificazione di genere.

E’ quanto emerso in una conferenza stampa tenutasi questa mattina per illustrare le modalità di presentazione del rapporto biennale che fotografa le condizioni dei lavoratori di entrambi i sessi, alla quale hanno partecipato la Consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi, la consigliera supplente Rossana Mignoli e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Galella.

“Si tratta di novità legislative – ha continuato la Consigliera – che sono di per sé un sostegno importante per vincere il divario di genere e le discriminazioni sul posto di lavoro. Il legislatore vuole capire se l’azienda è sana, cioè se c’è un clima di benessere e di concreta attuazione delle pari opportunità. E ciò si evince dalle schede compilate dall’impresa, dalle quali traspare con chiarezza quanto l’azienda ha costruito per garantire politiche di genere al suo interno. La certificazione di genere è fondamentale per cogliere importanti opportunità economiche. Opportunità dalle quali saranno escluse anche quelle aziende con procedimenti aperti per condotte discriminatorie”.

Per questo biennio entro il 30 settembre 2022 le aziende devono redigere il Rapporto secondo l’applicativo accessibile dall’indirizzo https://servizi.lavoro.gov.it e trasmetterlo telematicamente anche alle rappresentanze sindacali.

La Consigliera regionale di parità, che accede attraverso un identificativo univoco ai dati contenuti nei Rapporti, elabora i relativi risultati trasmettendoli a sua volta alle sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro, alla Consigliera nazionale di parità, al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, all’Istituto nazionale di statistica e al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, al fine di orientare le politiche sul mercato del lavoro femminile e sulla parità di genere.

Le aziende pubbliche e private che occupano fino a 50 dipendenti non sono tenute a compilare il Rapporto ma possono farlo su base volontaria, acquistando il diritto a premialità. Sarà, inoltre, facilitato il rilascio della certificazione di genere.

“Auspico – ha concluso la Consigliera di parità – che con le Stazioni appaltanti della Regione Basilicata si individuino eventuali ulteriori premialità per le aziende che avranno applicato misure a sostegno della conciliazione vita-lavoro, ovvero altre misure di gender procurement”.   

“Finalmente in Italia c’è un obbligo di legge – ha sostenuto Galella – per tutelare le donne nel sistema lavorativo e per premiare le imprese che si dimostrano attenti ai problemi delle donne lavoratrici mettendo in campo politiche di welfare e azioni antidiscriinatorie. Sensibilizzeremo le aziende perché colgano l’importanza della Redazione del Rapporto Biennale”.

E’ intervenuta, infine, la Consigliera supplente di parità Rossana Mignoli che ha sottolineato come “il Rapporto biennale costituisca non solo un’opportunità culturale e sociale ma anche economica. Organizzeremo degli incontri per sensibilizzare gli imprenditori e informarli dei nuovi obblighi normativi”. 

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