EX ILVA, FORZA ITALIA TARANTO: “QUANTE STRUMENTALIZZAZIONI PER RACCATTARE UN VOTO IN PIU’!” 

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“Dopo anni di silenzio sulla situazione dell’appalto ex Ilva, assistiamo all’improvviso interesse per queste imprese che danno lavoro a migliaia di lavoratori. E il tutto non solo appare come una speculazione da campagna elettorale, ma è costellato anche da grossolani errori commessi da chi, evidentemente, ignora l’effettiva realtà delle cose. 

A cominciare dai presunti ritardi nei pagamenti alle ditte in questione da  parte di Acciaierie d’Italia: in realtà la stessa Confindustria conferma l’esatto contrario, dimostrando che  le argomentazioni diffuse appaiono solo come una “captatio benevolentiae” per ottenere qualche voto in più. 

Così come sembra una “rincorsa al voto” la narrazione sui lavori di ambientalizzazione dello stabilimento siderurgico. Come ci riferiscono aziende dell’indotto che hanno eseguito numerose opere riguardanti proprio questo aspetto, i lavori previsti dalle prescrizioni Aia sono stati eseguiti al 90% e in anticipo rispetto alla scadenza del 2023. Tra questi – solo per citare un esempio – la sostituzione dei filtri MEEP con impianti MEROS: un intervento di grande rilievo, unico in Europa, che porterà grossi benefici ambientali poiché si potrà modulare la pulizia dei gas, rimuovendo le sostanze dannose presenti nelle emissioni. 

Per non parlare delle ricadute economiche sul territorio, con 350 milioni di stipendi pagati da Acciaierie d’Italia ai propri dipendenti diretti e 420 milioni di euro all’anno pagati alle ditte dell’appalto locale. Numeri eloquenti che racchiudono l’importanza dell’economia generata sul territorio.  

Bene quindi ha fatto il Consiglio direttivo della sezione metalmeccanici di Confindustria Taranto a evidenziare questi aspetti e a rivendicare maggiore rispetto per il sistema industriale complessivo della città, che spazia dalla siderurgia alla raffinazione, sino al comparto navalmeccanico. Un segmento molto importante dell’economia ionica che può e deve continuare a operare insieme ad altre attività produttive, ovvero quelle turistiche, culturali, artigianali e commerciali.  

Continuare a descrivere la città sempre in maniera negativa non giova a nessuno. Così come non serve giocare con i dati sull’inquinamento per raccontare il passato spacciandolo per presente. Molte cose sono cambiate in meglio e le criticità che permangono vanno affrontate senza pregiudizi e strumentalizzazioni”.

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