La necessità di raccontare il bene. UNICEF Potenza nelle scuiole di San Fele

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#UNICEF Potenza nelle scuole di San Fele e nella scuola primaria Albini-Stigliani dell’Istituto Comprensivo “ Giacomo Leopardi” di Potenza. ( Prima parte )

Ho vissuto martedì 15 e mercoledì 16 marzo due mattinate intense come presidente del Comitato provinciale UNICEF di Potenza nelle scuole di San Fele e nella scuola primaria dell’I.C. “ G. Leopardi” di Potenza. Ringrazio subito dal profondo del cuore i bambini e i ragazzi, le insegnanti e gli insegnanti, le dirigenti scolastiche Patrizia Di Lorenzo, dell’Istituto Comprensivo di Atella e Cinzia Pucci, dell’Istituto Comprensivo “ Leopardi”di Potenza, e tutti i genitori che con generosità hanno contributo alla campagna di raccolta fondi per l’emergenza in Ucraina.

Vi confesso che spesso, quando mi accingo a raccontare quello che faccio, mi chiedo se ne vale la pena. Se le persone che trovano i miei post su Istagram, Facebook, gli articoli che le radio, i quotidiani, gli uffici stampa mi pubblicano trovano lettori che leggono fino in fondo quello che scrivo. E poi mi rispondo con le parole di papa Francesco che la mia amica insegnante Agnese Covino mi ha postato stamattina “ Per la costruzione di una pace duratura“. Egli suggerisce tre vie anzitutto “ Il dialogo tra le generazioni , quale base di per la realizzazione di progetti condivisi”. Quindi “l’educazione, come fattore di libertà, responsabilità e sviluppo”. Infine “il lavoro per una piena realizzazione della dignità umana”. E’ questo il senso profondo dei miei incontri nelle scuole per parlare della guerra in Ucraina in queste giornate. Con il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi UNICEF da sempre, con la sua presenza nelle scuole e la difesa dei diritti di tutti i bambini del mondo “ vuole dar vita ad un patto sociale, senza il quale ogni progetto di pace si rivela inconsistente.”Sono queste le ragioni profonde per le quali vi racconto che sono arrivato a San Fele intorno alle 8,00, martedi’ scorso e ho trovato che le insegnanti Maddalena Girardi,Carmen Graziano, Gerardina Petrino erano già impegnate con alunne e alunni ad arricchire il palco dell’atrio con i disegni, i pensieri, le riflessioni colorate degli alunni delle cinque classi. Al suono della campanella si sono seduti in maniera ordinata e, con l’aiuto di una lim abbiamo visto e commentato i video “ Guerriero” di Marco Mengoni, quelli che raccontano cosa UNICEF sta facendo in questi giorni in Ucraina, Romania, Ungheria e a Trieste per accogliere i profughi ucraini, soprattutto donne e bambini, che sono ormai, dopo 21 giorni di guerra, oltre tre milioni. Ciascuna delle classi ha poi recitato i versi di Rodari che ci ricordano che la guerra non si deve fare mai, ha gridato che la guerra non serve a niente perché non risolve alcun problema, ha raccontato di bambine e bambini che hanno camminato per chilometri per raggiungere la salvezza.

Verso le 10,00 la scuola primaria ha lasciato il posto alla scuola media ed è stato così possibile approfondire le cause di questa guerra insensata. I ragazzi e le ragazze hanno parlato di Putin e di Vladimir Zelenski, del coraggio dei giovani che preparano bottiglie molotov e vivono nei bunker. Alle 11,00 alla scuola dell’infanzia, con i bambini, le bambine e le maestre, mi attende la dirigente scolastica Patrizia Di Lorenzo per una ragione importante. Dobbiamo consegnare alla piccola Maria Rosaria Girardi della sezione B, che è accompagnata dalla madre, felicemente in attesa di una bimba, il calendario regionale UNICEF Basilicata che è illustrato nel mese di novembre dal suo coloratissimo disegno “ Un mondo in fiore”. E’ proprio questo che vogliono i piccoli, un mondo in fiore e non un mondo sporcato dalle bombe, dai razzi, dal dolore di tanti piccoli innocenti. Orgogliosa Maria Rosaria mostra ai compagni in cerchio nel salone il suo capolavoro e poi, dopo le foto di rito e assolutamente necessarie, la dirigente ringrazia i piccoli e le insegnanti per questa occasione di gioia e riflessione. C’é il tempo di ascoltare la storia di un un peluche, l’orsacchiotto bianco con la sciarpa azzurra dell’UNICEF, che ha accompagnato e fatto coraggio ad un piccolo in fuga dalla guerra ed è poi venuto da me perché raccontassi la storia del suo padroncino ai piccoli. Volodymir Zelensky nel discorso pronunciato al Congresso USA ha detto “ Ho quasi 45 anni ma il mio cuore si è fermato insieme a quello dei 100 bambini uccisi, per me non ha più senso vivere se non fermo la morte, questo è il mio compito principale come leader.” Questo è il nostro compito ora.

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