Lotta al tumore del seno, le donne si raccontano. Ansia per 1 donna su 5 e depressione per una su 15 anche ad un anno dall’intervento 

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Pollenzo, 14 febbraio 2022 – Gabriella, 28 anni, è una giovane donna guarita da un tumore al seno triplo negativo e racconta l’incredibile e doloroso percorso intrapreso per combattere la malattia.
“La malattia divide una persona a metà. C’è quella parte che non riconosco, ancora, sorriso amaro, a tratti triste, timido. Il viso stanco, di uno strano colore, non il mio, le ciglia erano nere e lunghissime, e le sopracciglia folte, scure anche queste. Il mascara non posso metterlo e le ciglia finte non mi piacciono. Poi c’è quella parte, invece, che conosco meglio: combattiva, agguerrita, quella che non demorde, legata all’immagine passata di una ragazza in salute, e determinata, comunque, a dare il meglio di sé. Tra le due, infine, ci sono io, ora, al termine di un percorso estenuante e difficilissimo che ha portato con sé lacrime e nuove consapevolezze. Non bisogna per forza passare attraverso una malattia per capire che la vita va amata anche quando ci mostra la sua più cruda oscurità. A me, di fatto, è andata così. Ho potuto conoscere la mia forza contro la debolezza. Ho conosciuto la paura, il senso di impotenza e di ingiustizia. Che poi, in fondo, chi è che stabilisce cosa è giusto o cosa è sbagliato. Posso dirvi che le cicatrici sul mio corpo mi ricordano ogni giorno l’arte dell’elasticità, la capacità che abbiamo di piegarci senza lasciare che le avversità ci spezzino. A me, alle donne, e alla nostra forza di guardare avanti, e che Dio sia con noi”.

Questa toccante testimonianza è stata portata da Massimiliano Sciretti, Presidente OPI – Ordine delle professioni infermieristiche di Torino, alla Winter School 2022 di Pollenzo, dal titolo ‘Oltre la logica dei silos per un’offerta integrata di salute, organizzata da Motore Sanitàcon il contributo incondizionato di Gilead Sciences, nella sessione “Disruptive innovation in oncologia: gli esempi del carcinoma della mammella triplo negativo e delle CAR-T, due sfide da vincere subito”.

Il Presidente OPI Torino ha inoltre presentato i risultati di una ricerca del Centro di riferimento oncologico (CRO) che ha analizzato gli effetti della malattia sul benessere delle pazienti nella fascia di età 25-45 anni. Dopo essere state operate per un tumore al seno, le pazienti affrontano un periodo in cui alcune funzioni mentali sembrano un po’ “inceppate”. Fortunatamente si tratta di una fase transitoria che tende a risolversi nel giro di un anno. Assieme al recupero della performance cognitiva diminuiscono l’ansia e la depressione che spesso sono presenti al momento dell’intervento. Tuttavia, circa una donna su 5 mostra disturbi d’ansia e una su 15 problemi di depressione anche a distanza di 12 mesi. Una percentuale non trascurabile di pazienti ha difficoltà però a superare il trauma: il 18,9% risulta avere ancora problemi di ansia dopo un anno e il 6,6% soffre di depressione
“Questi dati suggeriscono che le pazienti andrebbero seguite nel tempo per identificare i casi in cui il disagio psicologico raggiunge livelli allarmanti o persiste a lungo, in modo da intervenire tempestivamente. Dalla pandemia – conclude Sciretti – possiamo trarre insegnamenti preziosi. Il più importante è che la salute è anche ricchezza, libertà, coesione, comunità, lavoro, uguaglianza. Senza salute e investimenti nelle scienze della vita non c’è futuro, né sviluppo armonico della società. Infine,  la consapevolezza di te stesso e del tuo mondo, che acquisisci quando sei costretto a confrontarti con una malattia delle emozioni, come ansia o depressione, però, ti cambia per sempre e cambia il modo con cui vedi le cose, come se ti fornisse una nuova lente attraverso cui vivere le esperienze della vita”

“La testimonianza di Gabriella – spiega Giulia Gioda, Presidente dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte ODV – è una delle tante voci di donne che in questo momento stanno lottando contro la malattia, che oggi hanno ricevuto una diagnosi di tumore, che hanno paura di non farcela, che cominciano un ciclo di terapie che mai avrebbero voluto iniziare perché mai avrebbero voluto incontrare la malattia. Ma Gabriella è anche la testimonianza che il tumore può essere affrontato giorno dopo giorno con coraggio e avendo vicino persone speciali, la famiglia e gli stessi medici che accompagnano in questo percorso così difficile”
In questo percorso c’è anche l’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte ODV, una realtà storica a Torino e nel mondo dell’associazionismo italiano, 40 anni di vita e mezzo milione di visite di prevenzione erogate negli ospedali di Torino e provincia. 
“L’Associazione, che a causa del Covid ha dovuto fermare la sua principale attività, oggi riparte con le visite di prevenzione, con una nuova campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di portare alle persone la cultura della prevenzione attraverso la promozione delle 12 regole del codice europeo contro il Cancro, con uno Sportello informativo, che risponde alle domande delle persone, e con il Tour “Più Prevenzione meno Superstizione” che farà tappa nelle circoscrizioni di Torino per dare la possibilità alle persone di ricominciare a fare prevenzione. Oggi è tempo di riprendere a fare prevenzione e a comunicare la necessità di prevenire le malattie oncologiche, anche perché ci stiamo avviando ad una nuova normalità che comprende la coesistenza con il Covid”

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