IL VICESINDACO ALLA CERIMONIA COMMEMORATIVA

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DI GIOVANNI PALATUCCI NEL 77° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Stamattina il vicesindaco Eugenio Di Sciascio è intervenuto alla cerimonia organizzata dalla Questura di Bari per commemorare Giovanni Palatucci, il questore di Fiume ucciso il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Dachau, riconosciuto giusto tra le nazioni e Medaglia d’oro al merito civile per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale.

“Oggi siamo qui per ricordare Giovanni Palatucci, questore di Fiume durante la seconda guerra mondiale, eroe e martire – ha esordito Di Sciascio -. Nonostante fosse un uomo delle istituzioni, le stesse che in quel frangente storico non si distinsero affatto per rispetto dei diritti umani, scelse infatti con chiarezza da che parte stare: dalla parte dell’umanità. Dalla parte di donne, uomini e bambini innocenti, vittime di un furore senza eguali, che non verrà mai condannato abbastanza dalla storia.

In un clima generale di terrore e violenza, Giovanni Palatucci decise di aiutare migliaia di persone disperate e abbandonate a un destino terribile che, grazie al suo coraggio, sfuggirono a una morte certa e poterono cambiare il proprio destino.

Oggi, grazie al signor questore che ha organizzato questo momento celebrativo, la città di Bari rende omaggio a quest’uomo, medaglia d’oro al merito civile, che ha sfidato la ferocia dei nazisti. Lo facciamo, insieme, nell’anniversario della sua morte avvenuta a Dachau il 10 febbraio del 1945. Ma oggi è anche la giornata del ricordo, in cui la nostra Repubblica onora il ricordo dei martiri delle foibe al fine di conservare e rinnovare la memoria di quella tragedia. La lunga scia di sangue e violenza che ha attraversato l’Europa e il nostro Paese nella prima metà del secolo scorso rappresenta la pagina più brutta e vergognosa della storia dell’umanità. Dall’olocausto alle foibe, senza alcuna distinzione o giustificazione. Davanti alla morte, davanti al sacrificio umano, davanti alla follia di uomini che uccidono uomini, non ci sono colori, ideologie e né eventi da riabilitare, a destra come a sinistra.

Ricordare il sacrificio estremo del questore Palatucci o le vittime delle foibe non deve rappresentare un mero esercizio retorico ma un impegno quotidiano affinché ciò che è accaduto in passato non accada mai più e possa essere monito per il presente e per le future generazioni”.

Alla cerimonia, svoltasi nel giardino Isabella d’Aragona, presso la targa in memoria di Giovanni Palatucci, hanno partecipato il questore Giuseppe Bisogno, la prefetta Antonella Bellomo e una rappresentanza di alunni della scuola primaria Niccolò Piccinni di Bari.

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