1° Maggio: UGL Matera a Bari con il segretario provinciale Pino Giordano. “Basta immobilismo: lavoro, sicurezza e dignità per il Materano”.

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Sarà il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, a guidare la delegazione materana alla manifestazione nazionale del 1° maggio a Bari, una delle quattro tappe della mobilitazione promossa dalla Confederazione generale Ugl in occasione della Festa dei Lavoratori.

La mobilitazione “Primo Maggio UGL 2026 – Quattro transizioni, un solo lavoro. Per un’Italia che governa il cambiamento” attraverserà il Paese con quattro appuntamenti simbolici, tra cui Bari, assumendo un significato fortemente politico e sindacale, soprattutto per territori in difficoltà come quello materano.

Una partecipazione che si carica di valore alla luce della crisi strutturale che colpisce il Materano: disoccupazione, precarietà diffusa, fuga dei giovani e impoverimento sociale delineano un quadro ormai non più sostenibile.

“Il Primo Maggio non può essere una ritualità – dichiara Giordano – ma deve tornare a essere una giornata di lotta e rivendicazione. Nel Materano siamo di fronte a un’emergenza permanente: manca il lavoro, mancano prospettive e manca una visione politica capace di invertire la rotta”.

L’Ugl Matera punta il dito contro un sistema che continua a produrre lavoro povero, precarietà e sfruttamento.

“Non possiamo accettare – incalza Giordano – che interi comparti vivano di sottosalario e ricatto. Il caporalato e il lavoro nero continuano a rappresentare una vergogna per il nostro territorio. Non si tratta più di criticità isolate, ma di un modello distorto che va contrastato con decisione”.

Forte anche la denuncia sul fronte della sicurezza.

“Morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile. Non bastano più parole: servono controlli veri, responsabilità chiare e sanzioni efficaci. La sicurezza non è un costo, è un diritto fondamentale”.

Particolarmente drammatica la situazione del comparto agricolo, asse portante dell’economia materana.

“L’agricoltura è allo stremo – sottolinea – stretta tra aumento dei costi, concorrenza sleale e cambiamenti climatici. Senza interventi immediati rischiamo il collasso di intere filiere produttive, con gravi conseguenze sull’occupazione e sulla tenuta sociale”.

Da Bari partirà una piattaforma rivendicativa netta: lavoro stabile, salari adeguati, sicurezza garantita, lotta senza compromessi al lavoro nero e al caporalato, politiche industriali e agricole concrete per il rilancio del Materano.

Ma il messaggio è anche rivolto al mondo sindacale.

“È finito il tempo delle divisioni – afferma Giordano –. Serve un’unità sindacale vera, costruita sui contenuti. I lavoratori non possono più permettersi rappresentanze frammentate e inconcludenti”.

Un appello diretto anche alle istituzioni.

“Il Materano non può continuare a essere marginale nell’agenda politica regionale e nazionale. Servono scelte immediate, investimenti e una strategia chiara. Senza lavoro non c’è futuro, senza dignità non c’è sviluppo”.

L’Ugl Matera chiama alla mobilitazione lavoratori, giovani e cittadini.

“Il Primo Maggio deve essere un punto di svolta – conclude Giordano –. Da Bari deve partire una voce forte: il Materano non si arrende e chiede rispetto, diritti e futuro”.

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