PESANTI AUMENTI PER L’ENERGIA ELETTRICA, IL GAS METANO ED ALTRI SERVIZI EROGATI DA TECNOPARCO VALBASENTO, FRATELLI D’ITALIA, CHIEDE L’INTERVENTO DELL’ ASSESSORE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE.

Le aziende della zona industriale Val Basento assegnatarie di suoli da parte del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Matera (CSI), pertanto, contrattualmente obbligate all’acquisto delle utilities (energia elettrica, gas metano, acqua industriale, ecc…) dalla società Tecnoparco Valbasento S.p.A., dopo aver assorbito, con non poca difficoltà, i negativi effetti del lockdown e di tutto ciò che ne è conseguito in termini di perdite economiche, in queste ultime settimane, si son trovate di fronte ad un’altra grande e non meno sgradevole sorpresa: la richiesta di insostenibili aumenti delle tariffe delle utilities anzidette. Li chiamiamo aumenti, ma se li chiamassimo salassi, non sbaglieremmo. Infatti a far data dalla prima decade del corrente mese di dicembre Tecnoparco Valbasento S.p.A. ha inoltrato a tutte le Aziende della zona industriale di competenza del CSI di Matera, i nuovi contratti di fornitura con i quali chiede aumenti fino al 20%, per le attività di depurazione dei reflui, fino al 40% circa per l’energia elettrica e fino al 450% circa per il gas metano fatturato da Eni, generando, in un sol colpo, non solo un problema di ordine economico a danno delle aziende, ma, soprattutto, un problema politico di grande rilevanza, che chiama direttamente in causa la regione Basilicata. Non può sfuggire, infatti, la circostanza che il CSI di Matera sia un azionista di Tecnoparco Valbasento, società di cui detiene una quota azionaria pari al 40% del capitale sociale, complessivamente ammontante ad euro 945.000,00. Ciò significa che se Tecnoparco evidenzia nel proprio bilancio utili di esercizio, il 40% dei medesimi entra nella casse del CSI di Matera e quindi nelle casse della Regione, visto che l’unico proprietario del Consorzio Industriale è la regione Basilicata. Considerato che il bilancio relativo all’esercizio 2020 di Tecnoparco Valbasento è stato chiuso con un utile al netto delle imposte pari ad euro 4.175.111,00, è possibile ipotizzare e, quindi, chiedere alla regione Basilicata che almeno la quota di utili di euro 1.670.000,00, spettante al Consorzio Industriale di Matera, possa assorbire e quindi, neutralizzare, l’aumento delle tariffe richiesto per l’anno 2022 alle Aziende insediate nell’area industriale Val Basento? E’ chiaro che se la regione Basilicata vara programmi di sostegno economico per favorire l’insediamento di nuove attività economiche nella Val Basento, prima ancora di preoccuparsi di salvaguardare quelle esistenti con un programma di sostegno economico finalizzato ad assorbire gli stratosferici aumenti delle tariffe di energia elettrica, gas metano ecc…, richiesti non da un fornitore qualsiasi, ma da un soggetto – Tecnoparco Valbasento – partecipato, se pur indirettamente, da se stessa, ovvero tramite il CSI di Matera, si rende responsabile di un vero e proprio corto circuito politico, visto che da una parte vara programmi di sostegno economico, mentre dall’altra sottrae risorse alle aziende, avallando insieme al Consorzio Industriale di Matera, i pesanti aumenti delle tariffe richiesti da Tecnoparco Valbasento S.p.A. Il partito ”Fratelli d’italia” nella persona del commissario politico del comune di Pisticci, Francesco DI BENEDETTO, lancia un grido di allarme e chiede un celere intervento dell’Assessore regionale alle attività produttive, affinché si faccia interprete degli interventi testé suggeriti per il sostegno delle attività produttive presenti in Valbasento e conseguentemente della salvaguardia dei relativi posti di lavoro. Invita, altresì, tutte le Amministrazioni dei Comuni della Val Basento e, soprattutto, l’amministrazione del Comune di Pisticci, il sindaco dr. Albano, l’assessore alle attività produttive, Avv.to Ruvo, e le organizzazioni sindacali e di categoria alla condivisione della presente richiesta, ovvero alla formulazione di proposte aggiuntive nella direzione dell’interesse che accomuna tutti: la salvaguardia del tessuto economico e produttivo a garanzia della tenuta dei posti di lavoro esistenti.

Francesco Di Benedetto Commissario politico di Fratelli d’ITALIA

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