Asili nido, Vizziello(FdI): non più un miraggio grazie ai fondi del PNRR. In arrivo nel Mezzogiorno 1,3 miliardi di euro.

“Finalmente ci siamo, il 55% dei 2,4 miliardi di euro del piano di investimenti del PNRR dedicato alla costruzione di nuovi asili nido, vale a dire più di 1,3 miliardi di euro, sarà attribuito al Mezzogiorno d’Italia per colmare un deficit, quello dei servizi educativi per l’infanzia, che riguarda proprio le regioni del Sud, dove, in media, solo 22 bambini su 100 di età compresa tra 0 e 2 anni riescono ad usufruire dell’asilo nido. Una gravissima carenza che oltre a favorire la povertà educativa dei bambini, alimenta in maniera significativa la disoccupazione femminile”.E’quanto dichiara, in una nota, il Capogruppo di Fratelli d’Italia della Regione Basilicata Giovanni Vizziello, in riferimento agli impegni assunti dal Governo in occasione della presentazione dei bandi per l’edilizia scolastica finanziati attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“A vent’anni dall’impegno assunto dai paesi dell’Unione Europea nel Consiglio Europeo di Barcellona di destinare un posto nell’asilo nido ad almeno il 33% dei bambini al di sotto dei tre anni” -sottolinea Vizziello- “la Basilicata, secondo l’ISTAT, è fanalino di coda della classifica delle regioni italiane relativa ai servizi di assistenza per la prima infanzia, con soli 17 bambini su 100 di età compresa tra 0 e 2 anni iscritti al nido, nonostante quest’ultimo rappresenti un passo fondamentale del percorso formativo del bambino, in grado di influenzarne gli apprendimenti e le capacità successive”.

“I criteri utilizzati dal Governo per il riparto delle risorse del PNRR, vale a dire il numero di bimbi in età di asilo nido presenti in ogni regione e il fabbisogno di posti che occorre in ogni comune per raggiungere un grado di copertura dei servizi educativi della prima infanzia pari al 33%” -ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia-“ finalmente rendono giustizia alle regioni del Mezzogiorno dei gravi torti subiti in passato, laddove la mancata previsione del livello essenziale della prestazione(Lep) e il meccanismo del cofinanziamento dei progetti di costruzione degli asili da parte dei comuni, ha favorito, per anni, i comuni più ricchi e con più servizi per l’infanzia, ai danni di quelli più poveri e con minori servizi per l’infanzia”.

Spetta ora proprio ai comuni, alle province e alla Regione non farsi sfuggire questa occasione quasi certamente irripetibile” -conclude Vizziello- “presentando, per tempo, validi progetti di realizzazione di nuovi asili nido e avvalendosi, in caso di deficit progettuali, dell’assistenza delle strutture tecniche regionali e nazionali che lo stesso PNRR prevede e mette a disposizione delle amministrazioni locali”.

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