BORSE DI STUDIO PER LE STUDENTESSE DI MATERIE STEM

POTENZA, 3 dicembre – Le competenze tecnico scientifiche sono tra le più ricercate
dalle imprese e lo saranno sempre più, ma i profili specializzati sono ancora pochi e
il gap riguarda soprattutto le donne, anche in Basilicata. Va scongiurato il rischio che
l’aumento occupazionale legato alla crescita stimata per i prossimi anni avvenga
all’insegna dell’ampliamento dei già profondi divari territoriali e di genere.
Per questo motivo Confindustria Basilicata e l’Ateneo lucano sostengono l’iniziativa

nazionale “Women in Stem” promossa da Fondazione Giuseppina Mai di Confindu-
stria, in collaborazione con la Fondazione Bracco, finalizzata a promuovere la pre-
senza femminile negli studi sulle materie STEM (Science, Technology, Engineering

and Mathematics) attraverso una call che mette a disposizione borse di studio per le
studentesse più meritevoli iscritte al primo anno del corso di laurea magistrale nelle

discipline Stem per l’anno accademico 2021/2022. Il progetto prevede inoltre l’atti-
vazione di percorsi di mentorship con le associazioni e le imprese del sistema Con-
findustria per accompagnare le studentesse nel mondo del lavoro.

Il presidente vicario, Margherita Perretti – nel corso di una conferenza stampa che si
è svolta nel pomeriggio e che ha visto anche la partecipazione della prorettrice alle
Pari opportunità e tematiche di genere dell’Università di Basilicata, Aurelia Sole – ha
annunciato che Confindustria Basilicata, in collaborazione con le imprese associate,

farà proprio questo impegno mettendo a disposizione alcune borse di studio a bene-
ficio di giovani studentesse dell’ateneo lucano.

“Uno dei maggiori freni che rischia di rallentare la ripartenza del Paese – ha detto
Perretti – è rappresentato dalla mancanza di professionalità di cui le imprese hanno

bisogno. Un problema che riguarda soprattutto le donne, ancor di più al Mezzo-
giorno, Basilicata inclusa. Ed è per questo che Confindustria Basilicata sta orientando

molte delle proprie attività alsuperamento di questo pesante mismatch che non può
prescindere da un più proficuo rapporto di collaborazione con tutti i soggetti che sul

territorio si occupano di formazione. Oggi, insieme all’Università di Basilicata, ag-
giungiamo un altro importante mosaico rilanciando sul territorio l’iniziativa nazio-
nale e potenziando le opportunità per le giovani studentesse lucane”.

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“Anche a livello locale, oltre che nazionale – ha aggiunto la prorettrice Sole – i dati
confermano una netta prevalenza delle studentesse che scelgono materie attinenti

alla cura e alla formazione piuttosto che tecnico scientifiche. Come Università di Ba-
silicata stiamo collaborando a diversi progetti per provare a comprendere quali sono

le motivazioni di tali scelte, dettate spesso anche da errati stereotipi sociali e cultu-
rali, con lo scopo di contribuire a orientare i percorsi di studio verso profili professio-
nali maggiormente spendibili sul mercato del lavoro, quali quelli attinenti alle tecno-
logie emergenti. Naturalmente, questo va integrato con una politica di welfare fami-
liare che possa sostenere i percorsi lavorativi più impegnativi anche per le donne”.

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