UN ANNO FA LA SCOMPARSA DEL PROF. MIMI’ MIOLLA. RICORDIAMO L’UOMO, IL DOCENTE, LA SUA CULTURA

di MICHELE SELVAGGI

PISTICCI. Ci aveva colpito una frase semplice, ma significativa di una signora anziana, durante il suo funerale: “Uomo  buono e rispettoso. Dio lo abbia con sé”. Un anno senza il prof. Domenico Miolla,  scomparso  nella giornata di domenica 27 settembre 2020. Mimì, come tutti lo chiamavano, lo ricordiamo  persona molto nota e ben voluta. Lo abbiamo conosciuto, oltre che come uomo di grande socialità, ma soprattutto uomo di grande cultura. Una vita sui libri.  Aveva conseguito il Diploma  la laurea   in “Vigilanza Scolastica nelle Scuole Elementari” all’Ateneo di Bari e successivamente si era laureato in Pedagogia.  Nel 1984 vinse il Concorso  regionale a Cattedre  per l’insegnamento della Filosofia  e Scienze della Educazione. Nel 1985 a seguito del superamento del Concorso Regionale  a posti per Direttori Didattici, rinuncia all’insegnamento  e svolge funzione direttiva nelle province di Bergamo, Cosenza, Potenza e Matera. Nel 1987, cura la pubblicazione l’Eco della Valle , una raccolta di poesie  degli alunni delle scuole elementari  dell’Alta Valle Bergamasca. Vena poetica e letteraria quella di Mimì Miolla, che vogliamo ricordare, ha radici remote. Nel 2011 partecipa a Torino al Concorso Letterario Nazionale  “ Il Risorgimento”  sul tema “ 150  anni dall’Unità d’Italia” indetto dall Unitre  Italiane ed Estere, con la poesia  “ Ti amo Italia” ottenendo il primo premio. Nel 2012 è finalista  al Concorso Letterario Nazionale  “Nuova Scrittura Attiva” indetto dall’ Associazione Culturale “ Elementi Dinamici” di Tricarico con la poesia  “ Vecchio Basento”. Nel 2017, pubblica  i suoi ultimi lavori,” Le voci della sera” e  “Voci del Sud. Storia e Storie”.  Ma a noi fa sempre piacere ricordare che dopo il terremoto del novembre 1980, scrisse un vero e proprio capolavoro : “Non piangere ragazzo di Balvano”, lirica dedicata agli sfortunati  ragazzi del centro lucano più martoriato. Un grande inno alla speranza e alla fiducia che quel sisma aveva  in pochi attimi spazzato via. Lavoro a cui era particolarmente affezionato  e che sicuramente, nel tempo, lo ha aiutato a rimanere  ancora giovane, lui che ormai più giovane non era  e che spesso, filosoficamente e simpaticamente spiegava:  “ Si è vecchi solo quando si decide di diventarlo”. Sicuramente non aveva  mai deciso in tal senso e se ne andò proprio con quello spirito giovanile che lo aveva sempre contraddistinto. Il nostro vivo ricordo per una persona “ per bene”, che manca, eccome,  alla cultura della nostra Pisticci, città che lui amava tanto e che lo  ha sempre  rispettato e  sempre lo ricorderà.

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