Latronico: riflessione su futuro borghi lucani

E’ ormai sempre crescente l’attenzione verso i borghi ed i centri storici minori, ed è in crescente
aumento la considerazione verso la loro semplice e misteriosa bellezza. Si viaggia sempre, e più
verso la riscoperta del ‘genius loci’ che vi alberga. I nostri paesi, arroccati e solitari, alcuni insediati
su  rugosi e impervi calanchi, altri incastonati sulle montagne e sulle colline, hanno una trama
urbanistica peculiare: un castrum chiuso al cui interno si sviluppava un portale di case schierate a
difesa come un  labirinto attorno alla chiesa spesso o al castello. In Basilicata, le piazze sono
piccole, sono slarghi, di solito, che un tempo pullulavano di gente per la vita comune . La piazza,
pur nella sua semplicità,  era il salotto del paese. Non c’era un centro, anche se piccolo, senza una
piazza. Lo spazio pubblico per eccellenza. Sono borghi, i nostri paesi, costruiti sui cammini, su
itinerari solcati dalle vie romane, percorsi sino a qualche anno fa dagli asini e dai muli recalcitranti,
di chi ogni giorno lavorava la terra arsa e sempre fertile di speranza e di attesa.La
valorizzazione dei nostri comuni è diventata negli ultimi anni un’opportunità concreta di
investimento.   I piccoli borghi sono riconosciuti come patrimonio cultuale che racchiudono beni
tangibili e memorie, come luoghi  per intraprendere iniziative ed azioni capaci di sviluppare un
progetto di sviluppo economico e sociale . In questa prospettiva,  diventano essenziali,  per un
intervento di valorizzazione vincente l’iniziativa , il sostegno e l’approvazione della comunità locali ,
il loro protagonismo, in quanto è la comunità locale che è titolare, fruitrice e garante del suo
patrimonio civico .  Sarebbe di estremo interesse se la nostra Regione, in fase di definizione del
nuovo Accordo di partenariato sui fondi SIE (fondi europei) 2021/2027, avviasse un processo di
scrittura e promulgazione di una specifica Misura per i nostri paesi, di rigenerazione urbana
e territoriale,  che favorisse  il recupero delle trame connettive tra i luoghi riscoprendo e mettendo
sempre più alla luce gli itinerari storici , ambientali e paesaggistici .  La nostra Basilicata nelle
diverse epoche è stata attraversata da diverse strade che la connettevano al resto del Paese
. La via Popilia ; ad est l’Appia antica che collegava Roma e lo Jonio ; la Herculia, che  partiva
dall’Ofanto (pons Aufidi). Poter valorizzare questi itinerari, ed altri ancora,  per realizzare percorsi
di storia e sentieri di benessere, sarebbe un progetto sicuramente rivitalizzante . Negli ultimi anni,
a causa del Covid-19 e dei numerosi periodi di lockdown e zona rossa che hanno coinvolto il
nostro Paese, sono emersi delle nuove tendenze del vivere e del lavorare.  Si cercano zone
lontane dalle città non solo a fini turistici, ma per  risiedere in periodi dell’anno o addirittura per tutto
 l’anno, salvo  che in particolari periodi sia necessario essere in presenza negli uffici cittadini.  E’ il
fenomeno dei cosiddetti “city quitters”: persone che decidono di lasciare lo stress e la frenesia
delle grandi metropoli per abbracciare uno stile di vita più tranquillo e rilassato senza però recidere
i rapporti con la città. Telelavoro, lavoro agile e in linea generale non avere vincoli rispetto al luogo
in cui poter portare avanti le proprie attività stanno dando vita a nuovi comportamenti e talvolta a
formule ibride tra lavoro e vacanza con formule che mettono la vacanza e il lavoro in
ragione del ricorso al digitale e alle nuove tecnologie. Queste nuove tipologie di turismo e
soprattutto queste nuove preferenze rispetto al luogo in cui vivere e alla volontà di conciliare una
maggiore qualità della vita con il proprio lavoro si traducono in un’enorme opportunità per borghi e
aree interne in quanto possono portare ad intercettare non solo più turisti : i “cittadini temporanei”.
In questa prospettiva sarebbe auspicabile attivare formule di partenariato pubblico – privato per
ripopolare i nostri borghi in veri e propri paesi digitali , incentivando l’albergo e la residenze diffusa:
sarà necessario migliorare la ricettività da Rete e al contempo azionare la leva pubblica per una

complessiva riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree pubbliche, per rendere i nostri
paesi ancora più attrattivi e accoglienti.  Si dovrà incentivare la ricettività residenziale e la
stanzialità. Si avrebbe una effettiva destagionalizzazione delle presenze, incrementando  la
vendita dei nostri prodotti agroalimentari, oleari ed enogastronomici. I nostri paesi rivivrebbero.
Tornerebbero ad essere  paesi in cammino.

Cosimo Latronico  
parlamentare della XVI e XVII legislatura

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