Attivo il centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio, pronto ad accogliere oltre 200 lavoratori stagionali.

La struttura aperta grazie all’avviso pubblico indetto dalla Regione Basilicata nell’ambito dei progetti Su.Pr.Eme. ITALIA e P.I.U.Su.Pr.Eme. 

Ha aperto le porte il centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio, collocato nell’ex Tabacchificio, che accoglierà i braccianti stagionali.  La struttura è gestita dall’ATS composta dall’associazione di promozione sociale “Le Rose di Atacama’’ (capofila) e dalle società cooperative sociali “Polis Mathera’’ e ‘’Dafne’’. La gestione è stata affidata mediante un avviso pubblico che la Regione Basilicata ha indetto nell’ambito del progetto P.I.U. Su.Pr.Eme. (Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento), co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, e dall’Unione Europea, PON Inclusione – Fondo Sociale Europeo 2014-2020. P.I.U.Su.Pr.Eme. è integrativo e complementare al progetto Su.Pr.Eme. Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate), finanziato dai fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs. Entrambi agiscono nelle aree a maggior presenza di lavoratori stagionali migranti nel settore agricolo e nelle aree urbane in cinque regioni del Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Si tratta di una gestione basata sull’innovativo sistema della co-progettazione in cui le attività messe in campo coinvolgono più soggetti chiamati a lavorare in sinergia attraverso il coordinamento della Regione Basilicata.  

La scelta di utilizzare lo strumento della co-progettazione degli interventi si è resa necessaria per il riconoscimento del Terzo Settore quale sistema in grado di sostenere le logiche di sviluppo del complesso sistema di servizi per l’integrazione culturale, sociale, occupazionale ed abitativa dei lavoratori stagionali, nonché di istituire relazioni efficaci con soggetti qualificati. Tale progettazione, risponde all’esigenza fondamentale di determinare un percorso di accoglienza ed integrazione per l’emersione dal lavoro nero dei cittadini migranti e per il loro inserimento in percorsi di formazione e di conseguente collocazione lavorativa.

Il centro è pronto ad accogliere un numero massimo di 224 persone, lavoratori stagionali provenienti dai Paesi Terzi e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo nel settore dell’agricoltura. Sono già partite le operazioni di screening sanitario con la somministrazione di tamponi per la prevenzione del contagio da Covid-19 per chi chiede accoglienza mentre nelle prossime ore sarà presente, in loco, l’unità mobile dell’esercito per effettuare i vaccini. 

Nell’ottica di garantire la massima operatività e agevolare il rapporto tra braccianti e mondo del lavoro, subito dopo l’avvio del centro si è svolta una riunione con i rappresentanti delle imprese agricole della zona per disciplinare al meglio l’impiego della manodopera. 

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