Gli itinerari del monachesimo. Incontro a Francavilla in Sinni alla presenza del Ministro Lamorgese

L’eredità culturale del monachesimo italo-greco e gli effetti della migrazione grecofona nel mezzogiorno medievale sono stati i temi al centro dell’incontro che si è svolto a Francavilla in Sinni, alla presenza del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Felice di essere tornata nel suo paese di origine (di cui è cittadina onoraria) è stata accolta dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, dall’assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione, Francesco Cupparo, che hanno sottolineato la costante attenzione che il ministro rivolge alla Basilicata. In particolare, con parole di stima e di affetto l’assessore ha ribadito il forte legame che la lega alla comunità di Francavilla.

Un’occasione di confronto su un tema, quello delle origini che hanno dato vita a storia e tradizioni, che può e deve rappresentare , così come è stato ribadito durante il dibattito, alla presenza tra gli altri del Vescovo di Tursi-Lagonegro Mons. Vincenzo Orofino, studiosi e ricercatori, un’occasione di sviluppo per i comuni dell’entroterra lucano che furono interessati proprio dagli insediamenti dei monaci. I religiosi furono  costretti a scappare dalla Sicilia, approdarono proprio nelle aree interne del Sinni, quelle dell’alta Val d’agri, del Mercure e della Valle del Noce, così come ha spiegato la dottoressa Rosanna Alaggio, docente dell’università del Molise, che ha curato e presentato il progetto che vede coinvolti la Regione Basilicata e la Regione Campania. Un tema, quello dei flussi migratori, più che mai attuale sul quale è intervenuta il ministro Lamorgese che ha sottolineato quanto fondamentale sia agire con senso di responsabilità, mettendo noi stessi al servizio degli altri. E così come insegnano gli itinerari del monachesimo, anche attraverso i luoghi del silenzio, dobbiamo fare tesoro della nostra identità, che ci ha portato ad essere quello che siamo. Gli stessi monasteri erano custodi di arti e di mestieri che hanno dato vita alla nostra identità. Il presidente Bardi, rivolgendosi ai numerosi sindaci dell’area presenti, veri protagonisti dello sviluppo dei territori, ha auspicato che attraverso un lavoro sinergico si possano cogliere le giuste opportunità, per guidare i giovani nella valorizzazione della storia e delle tradizioni. Storia e tradizioni che, come ha sottolineato il sindaco di Francavilla in Sinni, Romano Cupparo, possono dare vita a modelli di sviluppo che devono partire dalle esigenze dei territori, rispettando i caratteri culturali più autentici, volti alla conservazione del giusto equilibrio tra i bisogni delle comunità e le risorse naturali disponibili. Da questa storia che è la nostra storia  – ha detto – dobbiamo cogliere le opportunità per dare una speranza ai nostri giovani.

Per l’assessore Cupparo la crisi pandemica che stiamo attraversando ha influito pesantemente sui processi culturali, come riprova la lunga interruzione di spettacoli, eventi di ogni genere. Stiamo programmando la ripresa – ha aggiunto l’assessore – puntando sulle risorse che ci verranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Non abbiamo mai pensato che il Piano si possa riferire solo agli aspetti economici, produttivi ed occupazionali, tenendo fuori la cultura. Anzi, siamo sempre più convinti che la cultura sarà un elemento strategico per la ripresa, strettamente collegato alla tutela del nostro patrimonio storico, artistico, monumentale e paesaggistico.

È ora di liberare le idee e garantire un futuro di sviluppo vero della nostra regione che parta da un cambio di passo reale, coinvolgendo sin da ora tutti i protagonisti della strategia di sviluppo regionale, chiamando gli intellettuali, i ricercatori, i giovani laureati a svolgere un ruolo di primo piano.

Con il ministro Lamorgese – ha detto ancora Cupparo – avremo occasione di discutere, sulla base delle deleghe ministeriali che le sono state attribuite dal Premier Draghi, dei temi della finanza locale e del federalismo fiscale temi di grande attualità e che ci toccano da vicino. Concordo sulla sua valutazione: la transizione al federalismo fiscale è un processo complesso ma rappresenta un significativo progresso verso un sistema delle autonomie territoriali stabile e sostenibile e, soprattutto, che metterà in grado gli enti locali di rispondere sempre meglio alle esigenze delle comunità.

Diamo inoltre grande rilevanza alla dotazione del fondo perequativo di solidarietà per i comuni, introdotto con i recenti interventi normativi per dare impulso alla perequazione infrastrutturale a supporto ai comuni più disagiati sul fronte finanziario e dei servizi, sull’incremento al fondo di solidarietà per lo sviluppo dei servizi sociali e sulle misure recenti legate alla pandemia Covid-19. Anche i nostri Comuni in difficoltà finanziaria ci contano. Occorre coordinare sempre più gli obiettivi di finanza statale e locale nel solco del superamento del criterio della spesa storica,  sottolineando l’obiettivo essenziale: il trasferimento di risorse alle comunità più in difficoltà.

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