CAMPAGNA CIA PER ANNO ORTOFRUTTA: UNA GIOVANE “AMBASCIATRICE” DI ROTONDELLA

Tra i 12 volti e le 12 storie di agricoltori per altrettanti video che raccontano i processi sostenibili nella produzione di frutta e verdura salutare e sicura ci sono quelli di Marida Tucci, giovane imprenditrice agricola di Rotondella. Nei video la narrazione diretta dell’imprenditore agricolo, che dall’azienda racconta al consumatore le pratiche virtuose di tanti giovani e donne impegnati nel settore dell’ortofrutta tricolore. Le 12 storie attraversano l’Italia da nord a sud e valorizzano la parità di genere, dando risalto in ogni video a un ortaggio o un frutto, con una programmazione sui social che segue il calendario stagionale della raccolta.

Marida racconta dell’iniziativa di solidarietà sociale avviata da tempo: “i prodotti meno belli esteticamente perché hanno subito effetti climatici o altro ma sempre buoni invece di finire in discarica, attentamente selezionati, sono distribuiti grazie ad Orto Sociale, alle famiglie che hanno problemi di difficoltà economica accentuati dalla pandemia. Un gesto di piccola solidarietà degli agricoltori del Metapontino che dimostrano il proprio modo di essere impresa sociale e di produrre cibo sostenibile”.

E’ il messaggio della giovane ambasciatrice di Rotondella per la campagna di comunicazione Cia-Agricoltori  che celebra sui canali social il 2021 Anno Internazionale della Frutta e Verdura, promosso dallo FAO e sancito da una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della frutta e della verdura nell’alimentazione quotidiana.

La campagna ha per focus l’innovazione e il miglioramento delle tecnologie fondamentali per aumentare l’efficienza e la produttività del comparto, riducendo perdite e sprechi. Queste best practice giocano un ruolo importante nella promozione della sostenibilità ambientale: dall’adattamento al cambiamento climatico, alla tutela della biodiversità e la corretta gestione delle risorse idriche. I miglioramenti possono variare da semplici tecnologie a livello aziendale a pratiche digitali più sofisticate, con innovazioni che aiutano a garantire la sicurezza e qualità dei prodotti freschi lungo la filiera.

Come dichiarato dalla FAO, l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura 2021, vuole da un lato stimolare il consumo di frutta e verdura e dall’altro evidenziare come le catene di valore sostenibili e inclusive possono contribuire ad aumentare la produzione, a migliorare la disponibilità, la salubrità, l’accessibilità economica e la parità di accesso alla frutta e alla verdura, al fine di promuovere la sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Cia ricorda come l’ortofrutta italiana sia la vera superstar dell’agricoltura nazionale. Rappresenta il 25,5% della produzione per un valore di 15 miliardi, interessa una superficie di 1,2 milioni di ettari, coinvolge circa 300mila aziende e sta reggendo all’urto della pandemia, nonostante le difficoltà gestionali, con picchi di vendite del +13% registrati durante il lockdown e acquisti stabili lungo tutto il 2020.

“Il settore agroalimentare – ha dichiarato il presidente Cia, Dino Scanavino – è chiamato ora a raccogliere le sfide importanti del Green Deal, per permettere quegli interventi necessari a recuperare il gap di competitività con i competitor stranieri. Le opportunità offerte dal Recovery Plan e dalla PAC potranno, infatti, stimolare gli agricoltori a cogliere la crescente domanda di ortofrutta”.

Il Covid ha, infatti, amplificato l’interesse verso una sana alimentazione, con il 57% degli italiani che consuma frutta e verdura perché “fa bene” alla salute e il suo consumo è universalmente riconosciuto come parte essenziale di una dieta equilibrata. Con 25 milioni di persone obese o in sovrappeso nel Paese – di cui il 25% bambini e adolescenti – è sempre più importante inserire frutta e verdura nel carrello della spesa, con un occhio attento alle caratteristiche del processo produttivo per il 55% delle famiglie (origine italiana, tracciabilità, prodotto locale e/o biologico) e alla stagionalità per il 43%.

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