DICHIARAZIONE DI MATERA G20: CONTIENE BUONA PARTE DEI PRINCIPI DELLA “CARTA DI MATERA” LANCIATA DALLA CIA NEL 2011

La “dichiarazione di Matera” approvata dal G20 contiene molti dei principi contenuti nella “Carta di Matera” che la Cia-Agricoltori della Basilicata lanciò nel 2011 e che ha raccolto migliaia di adesioni nel nostro Paese (oltre 5.000 Comuni e gran parte delle Province e tutte le Regioni) a livello istituzionale e da parte di molte altre Associazioni di rappresentanza economica e imprenditoriale. 

In particolare il comune impegno dei Grandi della Terra sulla sicurezza alimentare, la nutrizione, il diritto al cibo che prevede un reale governo dei sistemi connesso alle produzioni alimentari è parte integrante della strategia perseguita dagli agricoltori della Cia, che continua a sostenere ancora più degli anni passati che oggi abbiamo più bisogno di più cibo e più alimenti sicuro ed accessibile e quindi di più agricoltura sostenibile e rispettosa del capitale natura .

Stando ai dati Fao, infatti, ogni anno, 600 milioni di persone si ammalano a causa di circa 200 diversi tipi di malattie di origine alimentare, con il peso di tali malattie che ricade più pesantemente sui poveri e giovani. Inoltre, le malattie di origine alimentare sono responsabili di 420 mila decessi evitabili ogni anno. Sistemi efficaci di controllo della qualità, ricorda Fao, sono fondamentali per salvaguardare la salute e il benessere delle persone, ma anche per promuovere lo sviluppo economico e migliorare i mezzi di sussistenza insieme all’accesso ai mercati nazionali, regionali e internazionali.

Fao richiama, dunque, l’attenzione su azioni chiare e su larga scala: dalla necessità di rafforzare la regolamentazione del controllo lungo la catena alimentare a quella di agevolare il commercio globale con il progressivo sviluppo di sistemi di controllo, con politiche di sicurezza alimentare e quadri normativi dedicati, soprattutto nelle realtà più fragili, come nei Paesi in via di sviluppo che hanno bisogno di guida e di appropriati sistemi di produzione nazionali e locali e in conformità con i testi del Codex.

Fornire piattaforme, banche dati e meccanismi per la sicurezza alimentare che supportano il networking, il dialogo e l’accesso globale alle informazioni e facilitano una comunicazione efficace a livello internazionale su questi temi, resta prioritario come valutare nuove tecnologie utili a proteggere la salute pubblica ancor più dopo l’emergenza Covid.

L’impegno della Cia è di sensibilizzare le persone ai problemi legati alla sicurezza alimentare, dimostrare come sia importante prevenire le malattie attraverso una dieta sicura, sana ed equilibrata, discutere di approcci collaborativi per sistemi tracciati e di qualità, in tutti i settori e ancora promuovere soluzioni che garantiscano la salubrità degli alimenti per gli abitanti dell’intero pianeta. 

Per tornare alla “Carta di Matera”, ancora fortemente attuale a distanza di 10 anni, essa contiene l’indicazione della valorizzazione del rapporto cibo e territorio. 

La distintività della produzione agroalimentare italiana ha pochi eguali nel mondo. La Dieta Mediterranea è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco. Sono note le qualità, le tipicità ed i valori con i quali i prodotti agroalimentari italiani si presentano ai consumatori, al punto che il mercato dei prodotti simili e delle contraffazioni del “made in italy” agroalimentare è divenuto un affare di oltre 60 miliardi di euro l’anno.

Occorre salvaguardare e conservare questa tradizione, organizzarla con adeguate forme di tutela e farne strumento di sviluppo economico per imprese e comunità locali. In particolare è importante il legame fra territorio, consuetudini alimentari e tradizioni enogastronomiche: tutto ciò offre identità e sviluppo alle comunità locali. Sono necessarie iniziative di promozione della vendita diretta dei prodotti dell’azienda agricola, promozione delle “strade enogastronomiche” collegate ai prodotti tipici ed ai vini di qualità, valorizzazione turistica attraverso le tipicità agroalimentari, i Musei del cibo e della tradizione contadina, una ristorazione che si richiama alle ricette e prodotti locali, anche nelle mense pubbliche, l’ospitalità turistica alberghiera che valorizza le tradizioni alimentari locali.   

In Basilicata – sottolinea la Cia – possiamo creare un reale circuito virtuoso partendo dalla realizzazione del marchio “Qualità Lucana” quale brand di riconoscimento e valorizzazione delle nostro sistema agroalimentare, agriturismo e agroambiente, questo insieme al sistema delle Amministrazioni locali possiamo dar vita alla Basilicata che può essere declinata con l’appellativo il “giardino del mezzogiorno e il vivaio del mediterraneo” , riversando diretti vantaggi per la nostra economia e i nostri territori a partire dalle imprese agricole.

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