Risorse idriche, Merra scrive all’Autorità di Distretto

L’assessore regionale alle Infrastrutture ha inviato una lettera al segretario generale del Bacino del Distretto Meridionale, Vera Corbelli, per individuare una soluzione immediata alla pesante crisi di risorse idriche che sta mettendo in difficoltà il settore agricolo lucano.  

DISTRIBUZIONE DELLA RISORSA AD USO IRRIGUO DELLO SCHEMA OFANTO 

Gent.ma Segretaria Generale 

come oramai accade da qualche stagione, anche nella presente, proprio nel periodo di massimo potenziale assorbimento di risorsa da parte dell’area irrigua in sinistra Ofanto, in particolare nella piana di Gaudiano e Melfi, area di competenza del Consorzio di Bonifica della Basilicata, già Consorzio del Vulture Alto Bradano, gli imprenditori agricoli assistono con grande preoccupazione e rammarico ad una drastica sottrazione della risorsa irrigua. 

Come Lei sa, le risorse provenienti dall’Ofanto, o meglio dagli accumuli artificiali che insistono all’interno del suo bacino imbrifero, derivate dal corso naturale in prossimità della Traversa di Santa Venere, in località Rocchetta Sant’Antonio, sono veicolate attraverso un canale di grande capacità e trasferite presso il nodo di ripartizione in località Camarda, noto alla comunità agricola locale come “Tripartitore”. 

Attraverso questo nodo i volumi si distribuiscono nelle tre direzioni: Puglia in sinistra Ofanto, Puglia in destra Ofanto e Basilicata in direzione San Nicola di Melfi. 

Beneficiari finali di tale risorsa, come noto, sono i tre Consorzi di Bonifica (Capitanata, Vulture Alto Bradano e Terre d’Apulia), l’Area Industriale di San Nicola di Melfi e l’Acquedotto Pugliese. Quest’ultimo, per la verità, assorbe già parte consistente di risorsa direttamente dalla diga di Conza, per potabilizzare la risorsa destinata alla Puglia. Altresì è noto che tutte le utenze ora elencate utilizzino la risorsa durante l’intero arco dell’anno: Acquedotto per i necessari fabbisogni potabili ed i Consorzi Pugliesi per l’accumulo dei loro invasi (Marana Capacciotti e Locone). 

La risorsa è derivata anche e soprattutto per effetto degli sforzi del Consorzio Lucano, che si è da sempre impegnato nella gestione e manutenzione del canale ed ha anche dirottato ingenti finanziamenti nazionali e locali per la sua periodica manutenzione. 

Non rientra tra i beneficiari delle ripartizioni invernali il Consorzio Lucano, non avendo oggi la possibilità di accumulare la risorsa e quindi, differentemente dagli altri Enti gestori, si trova in una condizione di particolare fragilità nei momenti di massima domanda.  

La ripartizione delle risorse nel periodo estivo, ovvero nel periodo irriguo, storicamente stabilita in sede di Accordo di Programma Puglia Basilicata, ovvero presso la sede dall’Autorità di Bacino dell’Ofanto, è da qualche stagione decisa in sede di Autorità di Bacino Distrettuale e vede il coinvolgimento di tutti gli attori interessati alla gestione ed all’uso della risorsa. In tali riunioni si stabiliscono le ripartizioni dei volumi utilizzabili per l’irrigazione, al netto dei prioritari fabbisogni potabili. 

Proprio in sede di ripartizione, da qualche anno, dobbiamo registrare la forte insoddisfazione della comunità agricola dell’ex Consorzio di Bonifica Vulture Alto Bradano, che proprio nel periodo di massima sollecitazione termica, in coincidenza con l’impoverimento delle fluenze naturali dell’Olivento e nel periodo di primo sviluppo delle coltivazioni preminenti (in particolare il pomodoro) si vede sostanzialmente private di risorsa. 

Le assegnazioni di risorsa previste per il mese di giugno e luglio per il Consorzio Lucano, infatti, non riescono a soddisfare le necessità minime per mantenere in buono stato le colture e sebbene il personale consortile si spenda per attuare turnazioni ed ogni altra soluzione praticabile per migliorare l’efficienza della distribuzione, questo non riesce a garantire il minimo necessario per la tranquilla sopravvivenza delle colture. Tra l’altro la risorsa derivata in direzione San Nicola di Melfi è in parte consistente assorbita dall’Area Industriale di Melfi. 

Seppure è vero che ritardi ci sono nel recupero funzionale dell’invaso del Rendina, che permetterebbe al versante in destra Ofanto di affrancarsi dalla risorsa proveniente dal “tripartitore”, è anche vero, e la sottoscritta cittadina lavellese ne è diretta testimone, che numerosi sforzi sono stati fatti in questi anni e altri sono in atto, per migliorare l’efficienza dello schema irriguo locale: la modifica delle adduzioni alle vasche di San Nicola di Melfi, il rifacimento degli impianti di sollevamento e di parti delle reti di adduzione, la reimpermeabilizzazione delle vasche più antiche. Tutte azioni che stanno permettendo di mantenere gli stessi fabbisogni di qualche anno fa, seppure con un tasso di prenotazione irrigua in positiva crescita. 

Come rappresentante politica locale e cittadina del lavellese sento forte il grido di rabbia e frustrazione che proviene dalla comunità agricola locale e non posso che condividerlo ed unirmi al coro. 

Le chiedo quindi di voler valutare ogni possibile soluzione tecnica che permetta di migliorare le condizioni di erogazione della risorsa all’area in destra Ofanto, al fine di mettere l’imprenditoria agricola locale nelle condizioni di poter portare a compimento le loro colture. 

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