COSI’ SI SCORAGGIANO I LUCANI E ITALIANI ALL’ESTERO AL VOTO

L’approvazione in via definitiva da parte della Camera dei Deputati del decreto legge 5 marzo 2021 (numero 25) che modifica in alcune parti la precedente normativa per le elezioni comunali, di fatto, rappresenta un ulteriore scoraggiamento al voto dei lucani (italiani) all’estero. E’ il commento di Giovanni Baldantoni, Palazzo Italia Bucarest ed Associazione Lucani nei Balcani. Viene infatti stabilito che per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti (da noi la stragrande maggioranza dei Comuni), interessati alla nuova consultazione elettorale, in deroga a quanto previsto dall’articolo 71, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) che non esercitano il diritto di voto. La disposizione scomputa gli elettori iscritti all’Aire ai fini della determinazione del quorum strutturale cui è subordinata la validità delle elezioni nei comuni con meno di 15.000 elettori in cui sia stata ammessa e votata una sola lista. Pur comprendendo che da anni gli elettori italiani all’estero non tornano per il voto nei comuni dove sono iscritti all’albo elettorale – sottolinea Baldantoni – il fatto che più ci rammarica è il giudizio espresso dall’Anci di Basilicata che parla di “una novità importante in quanto l’inclusione nelle liste elettorali di cittadini residenti all’estero fa sì che, specie nei comuni di minori dimensioni e con alto tasso di emigrazione, si renda arduo il raggiungimento del quorum strutturale richiesto per la validità delle elezioni amministrative, con conseguente nullità della procedura elettorale”. Invece di porsi il problema di come incentivare gli italiani all’estero al voto per il proprio Municipio il messaggio che si invia è di “inutilità” al punto che sobbarcarsi un lungo viaggio e sostenere spese per tornare in occasione del rinnovo del sindaco e del consiglio  comunale diventa un sacrificio considerato superfluo. Siamo di fronte – dice Baldantoni – ad un brutto segnale. Altro che partecipazione democratica e parità di diritti: siamo italiani di seconda categoria. Siamo italiani che in silenzio e con grande impegno e con grande orgoglio sosteniamo l’immagine dell’Italia nel Mondo. Salvo però a dimenticarlo quando c’è l’opportunità di esercitare i nostri diritti.

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