CIA: E’ MORTO VITO ANTONIO CAPRIOLI DI LAVELLO, storico dirigente contadino

Oggi la Cia ha perso una figura storica dell’organizzazione per la sua lungimiranza e la sua passione che ha sempre messo a disposizione. E’ venuto a mancare   Vito Antonio Caprioli di Lavello, storico dirigente, uno dei fondatori della Unità Contadina in Basilicata poi trasformata in Confederazione Italiana Coltivatori (Cic) sino all’attuale Cia. E’ stato per molti anni responsabile dell’ area di Lavello prima come imprenditore e poi da dirigente dell’Associazione Pensionati. La CIA tutta lo ricorda con grande affetto sia come uomo che come Dirigente. Proprio a persone come Vito Antonio dobbiamo molto se oggi continuiamo a rappresentare migliaia di aziende agricole e famiglie contadine in Basilicata. A 103 anni è stato un esempio per noi tutti di impegno da parte delle comunità dei campi e della tenace difesa.  Il mondo agricolo lucano ha perso un simbolo dell’impegno di tutela dei diritti e di riscatto per il passaggio definitivo da “zappaterra” a moderno imprenditore. Il futuro della rappresentanza del mondo agricolo non può prescindere dal passato. Questo per la Cia significa ripercorrere la sua storia e quella dei movimenti di lotte contadine con gli uomini e le donne simboli del riscatto. Di qui l’impegno a riflettere sull’attualità del pensiero dei protagonisti del movimento popolare meridionale e di quello contadino, per porre concretamente al centro del dibattito economico e politico regionale e nazionale la riformulazione, in chiave moderna, dello storico problema: passare dalla ‘questione agraria’ di Rocco Scotellaro e Manlio Rossi Doria ad una più attuale ‘questione rurale’ posta dalla nascita e dall’evoluzione della stessa Politica Agricola Comunitaria, dal continuo processo di allargamento dell’Unione Europea, dai fenomeni di internazionalizzazione selvaggia e dall’irruzione prepotente sulla scena agroalimentare della grande distribuzione organizzata. Sta a noi -conclude la nota- rinnovare la memoria storica dei dirigenti del passato e il ricordo dei nostri “capocontadini” con l’impegno a diventare il sindacato più moderno del territorio agricolo. 

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