La transizione digitale che si materializza e diventa realtà anche nelle aree rurali di Basilicata: iniziativa-progetto CIA-Agricoltori Basilicata

Dare valore alla produzione agricola con l’innovazione e la tecnologia. La Blockchain – particolare tecnologia di registro distribuito, in grado di registrare scambi e informazioni in modo sicuro e permanente, mediante la condivisione di un database – è un’opportunità per aziende e consumatori. Sono questi i temi di un seminario web promosso da Cia-Agricoltori  Basilicata sulla transizione  digitale in agricoltura e l’utilizzo dei nuovi sistemi tecnologici per valorizzare e tracciare le produzioni agricole, offrire sicurezza ai consumatori e generare ricadute nella catena del valore a favore delle aziende agricole. Al seminario hanno partecipato Matteo Ansanelli CIA nazionale, Donato Distefano e Giuseppe Lorusso Direttore e Presidente CIA Basilicata, Roberto Bandieri di Ruralset,   Stefano Colmo della società Food-Chian    oltre ai rappresentanti della Fondazione Appennino.    

L’incontro ha registrato la presenza dei titolari di  una trentina di  aziende zootecniche estensive delle aree interne e montane della Basilicata,  detentori di  un patrimonio  di circa 10.000 capi  tra bovini, ovi-caprini e suini allo stato brado. Scelta non casuale. Si parte da questa tipologia di azienda che – è stato spiegato –  ricorre alle nuove tecnologie sia per  il modello produttivo  che per la sua ubicazione territoriale. Si tratta infatti di aziende delle aree interne  a bassa redditività delocalizzata che proprio tramite queste nuove tecnologie intende superare divari,  rimuovere gap e ritardi strutturali e storici. 

L’incontro – è stato evidenziato – è il primo di una serie di appuntamenti e segna l’avvio di un processo molto articolato che si prefigge di strutturare una sorta di approccio multidisciplinare verso contesti territoriali e areali produttivi da interconnettere con alcuni filoni delle politiche dell’Ue riferite alle aree interne nella transizione ecologica e digitale avendo come prospettiva la  sostenibilità ambientale, sociale ed economica e la coesione territoriale.  Con  questa chiave di lettura e con questo approccio sono state valutate le ricadute di tali strumenti e le reale opportunità che esse possono rappresentare anche in questa difficile fase di pandemia,   con la possibilità di farne  strumentazione diffusa, da applicare  anche ad altri comparti e produzioni agricole come  l’olivicoltura, la  vitivinicoltura, la  cerealicoltura e anche comparti minori come l’apicoltura. Le problematiche di questi comparti sono state rappresentate dai Presidenti dei GIE (Gruppi di Interesse Economico) Antonio Amato (vino), Paolo Colonna (olio) e Leonardo Moscaritolo (cereali), mostrando interesse per l’estensione della tracciabilità delle materie prime di tali prodizioni con l’obiettivo di migliorare la capacità contrattuale e le quotazioni nei rapporti di filiera partendo dal mondo della trasformazione industriale.   

Questo primo appuntamento  si è concluso con la definizione di uno specifico piano di lavoro che vedrà nei prossimi giorni un lavoro di  screening legato alle opportunità di tali tecniche applicate ai vari comparti a seguire si valuteranno le reali ricadute che il sistema Blockchian può generare   sui mercati e nel rapporto con i consumatori. Si tratta di strumenti nuovi che bisogna metabolizzare con dovuta gradualità e conoscenza. Su  questo CIA, in quanto Organizzazione di rappresentanza e di servizio alle Imprese agricole,  richiama almeno tre principi che non sono negoziabili e che sono alla base di un equilibrato e speculare rapporto con questi nuovi sistemi tecnologici e i suoi gestori affinché generino solo positività e vantaggi.  La prima riguarda la proprietà dei dati che deve essere solo e soltanto dell’ agricoltore; a seguire la fruibilità del dato che deve essere allocato in un ambito non chiuso e interconnesso e spendibile verso terzi  e, infine, la semplicità  d’uso a costi accessibili.   

A conclusione dei lavori si è  stabilito che la CIA si farà carico anche nei prossimi programmi Regionali di proporre un progetto sperimentale e un puntuale segmento di servizi avanzati, una sorta di  Cluster digitale in modo da  veicolare fra aziende e comparti produttivi tale opportunità: la transizione digitale che  si materializza e diventa realtà anche nelle aree rurali di Basilicata.

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