TURISMO VERDE-CIA: IN UN ANNO PERSI TRA 3-3,5 MILIONI DI FATTURATO

Nel 2020, tra misure di contenimento della pandemia e conseguente crollo del turismo, il settore dell’agriturismo e del turismo rurale in Basilicata ha perso tra 3-3,5 milioni di euro (oltre 900 milioni di euro, a livello nazionale) con picchi negativi del 90%, nonostante la breve parentesi di ripresa estiva. Un fatturato che tiene conto anche della “spesa in campagna” con gli acquisti diretti degli utenti del pranzo o cena in una delle 120 strutture agrituristiche lucane. L’SOS di Turismo Verde, Agenzia Agrituristica della Cia-Agricoltori: “Non possiamo resistere ancora a lungo Il comparto deve riappropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica e sociale per la ripartenza delle aree interne del Paese”. Ecco perché servono nuove misure per “guardare al futuro con prospettiva e progettualità”.

Piera Bianco, presidente Turismo Verde Basilicata evidenzia che  “l’ultimo colpo è venuto dalla recente zona rossa dopo un buon mese di zona gialla che ha registrato buone presenze anche per il tempo già primaverile. Abbiamo persino allestito tavoli all’aperto perché gli ospiti che vengono a mangiare e dormire in campagna vogliono il contatto con la natura, chiedono un’atmosfera di serenità per staccare dalla preoccupazione che in città è più forte. Per noi – aggiunge – il distanziamento sociale è negli ampi spazi che possiamo garantire con il “sogno” di alcune ore tranquille e sicure, con i bambini che possono giocare anche con i nostri animali…”. Un “sogno spezzato”. “Speravamo di continuare ad essere operativi – dice la giovane presidente di Turismo Verde – ed invece dobbiamo fermarci del tutto, tenuto conto che da noi l’asporto o la consegna del pasto sono improponibili, senza sapere quando sarà possibile la ripresa”. Sugli aiuti il giudizio è fortemente negativo. Le  strutture agrituristiche lucane a cui si aggiungono alcune decine di “punti degustazione” sono ancora in attesa del ristoro per le chiusure delle festività di Natale e fine anno. “La situazione economica per gli agriturismi che – dice Bianco – sono  aziende di famiglia e quindi si reggono su risorse familiari è difficilissima. Solo grazie alla multifunzionalità aziendale a fatica si va avanti”. 

In particolare, Turismo Verde-Cia chiede al governo che “i futuri decreti o Dpcm vengano varati con largo anticipo, in modo da permettere alle aziende di programmare in un qualche modo le attività imprenditoriali”, che “i contributi a fondo perduto siano adeguati e immediati, per la sopravvivenza delle imprese” e finalmente “parametrati sulla perdita di fatturato su base annua” e soprattutto che “gradualmente, i ristori perdano la connotazione di ‘sussidi’ per diventare veri e propri fondi per la ricostruzione”.

In una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, , si richiede poi “un intervento dedicato a sostegno di tutte le Fattorie didattiche presenti negli Albi regionali” che anche quest’anno non potranno svolgere attività con le scuole, oltre al “rinnovo della cambiale agraria per assicurare liquidità alle imprese danneggiate dal Covid in tempi rapidi”.

Altrettanto importante, per aiutare sia gli agriturismi che le famiglie italiane, “il ripristino del bonus vacanze, grande assente dell’ultima legge di bilancio, per il secondo semestre del 2021”. Così come “partendo dalle indicazioni del Cts che recepisce le richieste di differenziazione del rischio in base alle caratteristiche strutturali dei locali, bisogna consentire nelle zone gialle il servizio serale nelle sale di somministrazione -scrive ancora Turismo Verde- e di operare, almeno nelle ore diurne, alle attività di ristorazione localizzate nelle zone arancioni, le uniche attività a rimanere chiuse mentre tutte le imprese commerciali restano aperte”.

Infine, nella lettera al ministro, gli agriturismi associati a Cia chiedono la proroga del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione fino al 31 dicembre 2021, nonché il ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori: “La più grossa sconfitta per noi è mandare a casa i nostri dipendenti”.

“Ora l’auspicio -conclude il presidente nazionale Giulio Sparascio- è che il settore agrituristico abbia l’attenzione che merita e trovi finalmente un adeguato riscontro nei prossimi provvedimenti che il Governo presenterà”.

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