Così non va. Troppe contraddizioni, caro Sindaco

Il Sindaco dice di ricevere pressioni, riferisca pubblicamente da chi e per cosa.
Inoltre, chiarisca, come mai il segretario generale, figura fondamentale per l’Amministrazione, dovrà lavorare a mezzo servizio al Comune e per quale ragione i progetti in corso, riguardanti i beni compresi tra l’altopiano murgico e gli antichi rioni Sassi, non vengono discussi nelle Commissioni e in Consiglio comunale.

Ma andiamo per ordine. Il Sindaco, Domenico Bennardi ha difeso a oltranza la composizione del suo ufficio di staff. Nei discorsi pronunciati nell’ultimo Consiglio comunale ha fatto intendere che la struttura ha bisogno di rafforzarsi, in generale, anche ad altri livelli. Bene.

Ma allora perché ha contraddittoriamente deciso di condividere con altro ente e di tenere in via Moro “a mezzo servizio” la responsabile della Segreteria generale, una delle figure cardine dell’amministrazione?
La domanda non ha avuto risposta.

Anzi, anche per fronteggiare pratiche non certo da educande, ha parlato esplicitamente di non meglio precisate pressioni consumate nei suoi confronti. Affermazione che non è stata ignorata. E’ stato infatti chiesto di riferire in aula chi e per quali ragioni esercita pratiche vietate dalla legge nei confronti del primo cittadino.
Per quanto ci riguarda, come movimento politico Matera Civica, crediamo sia il caso di denunciare pubblicamente situazioni contrarie al bene comune, nonché al Codice etico di cui proprio in questi giorni si sta discutendo.

Non è tutto.
E’ lecito invece chiedersi come mai il Sindaco non abbia esercitato pubblicamente e già da tempo pressioni, queste si legittime, sulle modalità di applicazione della legge numero 208 del 28 dicembre 2015.
Legge che ha assegnato i fondi per Matera 2019, in particolare per i lavori di Invitalia sulla Murgia e sui Sassi.

A questo proposito bisogna tenere conto del comma 347. Cosa dice?
Afferma che per consentire il completamento del restauro urbanistico ambientale dei rioni Sassi e del prospiciente altopiano murgico di Matera, in esecuzione degli articoli 5 e 13 della legge 11 novembre del 1986 numero 771, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro nel quadriennio 2016/2019.

Se non bastasse, aggiungiamo che la legge 771 individua il Comune di Matera come attore principale del destino del suo territorio. Al contempo, bisogna ricordare che via Moro è anche il committente dei lavori e che non è possibile che venga espropriato nelle sue prerogative ispettive di controllo e di proposta.

I progetti vanno discussi nelle sedi in cui si attuano le funzioni proprie della delega popolare, insomma, non esistono enclave ministeriali rispetto a questo elementare principio di sovranità. Tanto più che inascoltati, per ben due volte, abbiamo scritto al sindaco già nello scorso ottobre. Chiedevamo di fermare in autotutela i lavori, considerato che la nuova amministrazione non avrebbe dovuto liquidare la pratica senza una discussione nelle Commissioni competenti e in Consiglio comunale.

Richiesta che si coniuga perfettamente con l’articolo 3 comma 3 del Contratto Istituzionale di Sviluppo Matera 2019 (CIS) siglato, tra gli altri, con il ministero dei Beni Culturali, dove si legge che “il Comune di Matera si impegna ad esprimersi in merito alle richieste di autorizzazione, pareri, nulla osta di propria competenza, ed ogni atto, anche di carattere urbanistico, necessario per la realizzazione degli interventi. Di più, all’articolo 7 comma 1 a, si specifica che le attività di Invitalia, soggetto attuatore del CIS, per quanto riguarda le attività di progettazione e di realizzazione degli interventi, dovranno essere svolte “nell’ambito di un costante confronto con il Comune di Matera, in particolare per quanto riguarda i contenuti e gli obiettivi degli interventi”.

MATERA CIVICA

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