UN NATALE E UN ANNO SENZA SPETTACOLI DAL VIVO

Mario Bellitti, direttore artistico Festival di Potenza

La pandemia continua ad avere effetti devastati sul mondo dello spettacolo lucano. I dati dell’Osservatorio Spettacoli della Siae riferiscono che chiuderemo l’anno con meno 70% di volume di fatturati. Come ogni statistica non si tiene conto che ci sono soggetti, specie da noi la gran parte, che non hanno fatturato nemmeno un euro. Eppure il 2019 sempre secondo la Siae si era chiuso con qualche dato incoraggiante. Nel settore che più ci riguarda e che la Siae classifica “ballo e concertini”, in sostanza spettacoli dal vivo, il fatturato complessivo 2019 nella nostra regione si avvicinava ai 700 mila euro con un incremento del 28,8% rispetto al 2018. Anche se il numero di eventi (3.800) è stato leggermente inferiore al 2018 (-1,9%). Ma sono dati da dimenticare. Per tutti gli operatori e le associazioni che hanno come noi come attività principale (se non esclusiva) lo spettacolo, c’è la necessità di individuare strategie efficaci in grado di farci uscire dalla tremenda “mazzata” che la pandemia ci ha provocato. Abbiamo dovuto annullare la 20esima edizione del Festival di Potenza, inserita di intesa con l’Amministrazione Comunale del capoluogo, per la prima volta, nel cartellone Natale in Città, con l’obiettivo iniziale di realizzare un evento centrale di spettacolo per Natale. Avevamo inoltre concordato con l’assessore alla Cultura Stefania D’Ottavio di tenere l’edizione del ventennale – che fa del Festival di Potenza la manifestazione di spettacolo più longeva non solo in Basilicata – al Teatro Stabile per rilanciare il nostro Teatro. Di fronte all’unica possibilità che le restrizioni Covid-19 ci impongono quella di tenere l’evento chiuso al pubblico e come produzione televisiva abbiamo preferito rinunciare. Questa decisione è dipesa soprattutto dall’impossibilità degli artisti a raggiungere Potenza. Adesso stiamo pensando cosa fare per il nuovo anno per la ripresa dell’attività. Si tenga conto che solo intorno al Festival di Potenza lavorano alcune decine di persone oltre all’indotto prodotto, in tutti questi anni, all’economia locale per servizi alberghieri, ristorazione, commercio. Solo per dare un’idea del nostro lavoro – che non a caso abbiamo definito con uno slogan già noto “non sono solo canzonette” – in 20 anni tra gli oltre 600 partecipanti al Festival almeno il 20% sta proseguendo una carriera artistica e professionale e quindi di lavoro. Per questo non crediamo che gli aiuti – che noi in tutto l’anno della pandemia non abbiamo avuto (nemmeno un centesimo) – risolvano la situazione. Chiediamo solo di poter svolgere la nostra attività in piena e totale sicurezza e quindi che nella programmazione delle risorse di Regione, Comuni, ecc. per il 2021 si tenga conto di questo. Non sussidi di assistenza ma finanziamenti per produzioni in particolare dal vivo.

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